Plastica tradizionale e plastica biodegradabile: quali sono le differenze?

Nell'articolo 3 della direttiva europea Sup, che i Paesi membri dell'Ue dovranno recepire entro il 3 luglio, sono presenti alcune definizioni, tra cui quella di plastica e anche quella di plastica biodegradabile. Conoscere come vanno smaltiti i prodotti realizzati con questi due differenti materiali è bene, ridurre il quantitativo di rifiuti generati è ancora meglio.

19 Giugno 2021
11:00
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Plastica tradizionale e plastica biodegradabile: quali sono le differenze?
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Dove si butta la bottiglietta di plastica? E il sacchetto invece dell'ortofrutta che ti sei portato dal supermercato? Per capirlo, dobbiamo considerare il materiale in cui sono realizzati. La prima (fatta eccezione per il tappo) è costituita da un materiale plastico (il Pet, ovvero il polietilene tereftalato) perfettamente riciclabile, tant'è che va conferita nel bidone della plastica per garantirle una seconda vita.

Il secondo solitamente è in bioplastica, solitamente a base vegetale, ovvero una plastica biodegradabile conforme alla normativa UNI EN 13432. Cioè deve rispettare alcuni requisiti tecnici per essere poi trattato in un impianto di digestione anaerobica e di compostaggio. Il nostro sacchetto (anche se sporco) va pertanto buttato nel bidone dell'umido. Se fare una corretta raccolta differenziata rappresenta il minimo sindacale, se possiamo dire così, la via maestra è soprattutto una: abbandonare per quanto possibile la logica dell'usa e getta e ridurre a monte i rifiuti che produciamo, privilegiando alternative riutilizzabili come borracce in alluminio, o tazzine di ceramica, o ancora bicchieri di vetro e posate in acciaio.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.