Popillia japonica, no alle trappole fai-da-te per orti o giardini: come difendere le coltivazioni dal coleottero giapponese

L’assessore della Lombardia all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi ha spiegato quali sono i prodotti consentiti per difendere orti e giardini privati dall’invasione della Popillia japonica. Sono sconsigliate le trappole installate in autonomia, che rischiano di attirare più coleotteri di quanti ne uccidono; nel frattempo, il Servizio fitosanitario lombardo ha già effettuato centinaia di migliaia di catture ed è al lavoro per rallentare la diffusione dell’insetto.
Alessandro Bai 12 Luglio 2021

La Popillia japonica sta mettendo in crisi sempre più agricoltori del nord Italia, che non sanno come difendersi dagli attacchi dell'ormai famigerato coleottero giapponese, in grado di ridurre le foglie a una sorta di scheletro oltre a danneggiare fiori e frutti, portando alla morte di tantissimi alberi e piante diversi. Tra Lombardia e Piemonte, le Regioni più colpite da questa specie infestante, in tanti si chiedono cosa fare per proteggere le proprie colture e quali sono i rimedi più efficaci contro l'insetto, ma purtroppo agire d'impulso può causare più effetti negativi che miglioramenti. In una nota pubblicata sul proprio blog personale, l'assessore della Lombardia all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi ha infatti chiesto espressamente "a cittadini e agricoltori di non reperire e installare trappole in maniera autonoma e perché contengono attrattivi e rischiano di essere controproducenti".

In altre parole, se hai un orto o un giardino invaso da questo Scarabeide, non pensare subito di installare una trappola fai-da-te, perché potrebbe finire per attirare più coleotteri giapponesi di quanto riesca ad eliminarne. Nel frattempo, poi, anche le autorità stanno lavorando per aiutare quanti più agricoltori possibile: per arginare la diffusione della Popillia japonica, il Servizio fitosanitario lombardo sta distribuendo sul territorio delle trappole che, come spiega Rolfi, hanno già portato a "centinaia di migliaia di catture soprattutto tra Milano, Pavia e Varese". Proprio zona ovest di Milano e la parte settentrionale della provincia di Pavia rimangono ad oggi le zone più colpite, mentre le contromisure sembrano aver funzionato nell'area di Varese, dove la situazione è in graduale miglioramento.

Un’immagine di esempio che mostra i danni provocati alle foglie dalla Popillia japonica

Rolfi precisa poi che "la Popillia japonica è un insetto molto mobile, leggero che si nutre di foglie, fiori e frutti. È particolarmente attratto dalle rose e dalla vite, ma anche dalle piante da frutto", ma cosa bisogna fare allora per mettere al riparo le coltivazioni da questo insetto? Il consiglio, in caso di attacchi particolarmente numerosi, è quello di utilizzare dei trattamenti insetticidi abbattenti di libera vendita per uso non professionale, acquistando in particolare i PFnPE e PFnPO: i primi servono per proteggere le piante edibili, quindi che si mangiano interamente o in parte, per quelle che producono frutti, mentre i secondi si utilizzano per difendere le piante ornamentali, che si trovino in appartamento, sul balcone o in giardino.

Insomma, l'avrai capito: anche se la Popillia japonica è completamente innocua per l'uomo, rappresenta una seria minaccia per chi coltiva piante e alberi, magari contando sul raccolto per portare avanti la propria attività. Per combatterla, però, serve affidarsi a informazioni certificate, ad esempio quelle messe a disposizione dal Servizio fitosanitario lombardo.