Premio Ambientalista dell’anno 2021: ecco chi sono i finalisti

Sono otto i candidati al più importante riconoscimento dedicato all’attivismo per l’ambiente, promosso ogni anno da Legambiente insieme al comitato organizzatore di Casale Monferrato. Venerdì 3 dicembre conosceremo il nome del vincitore.
Federico Turrisi 13 Ottobre 2021

Partiamo da una premessa. Saremo anche fin troppo decoubertiniani, ma gli otto finalisti del "Premio Ambientalista dell'anno" 2021, selezionati tra le oltre 40 candidature proposte dalla giuria preliminare, hanno già vinto tutti. Uno o una soltanto di loro otterrà poi il riconoscimento ufficiale il prossimo 3 dicembre, quando si svolgerà a Casale Monferrato la cerimonia di premiazione.

L'anno scorso il premio è andato all'attivista e scrittore napoletano Rosario Esposito La Rossa, titolare della storica casa editrice Marotta&Cafiero e promotore di diversi progetti nel quartiere di Scampia. Il premio – ricordiamolo – è promosso da Legambiente e dal comitato organizzatore di Casale Monferrato; dal 2012 è intitolato a Luisa Minazzi, attivista casalese morta a 57 anni di mesotelioma pleurico, la malattia associata all'esposizione all'amianto.

È possibile votare l'ambientalista dell'anno 2021 fino al 28 novembre, andando sul sito www.premioluisaminazzi.it. I lettori del mensile di Legambiente “La Nuova Ecologia” trovano nei numeri di ottobre e novembre una scheda cartacea da rispedire compilata alla sede del Premio, mentre i cittadini di Casale Monferrato e di altri Comuni nel Parco del Po piemontese potranno votare attraverso le urne collocate in diversi luoghi pubblici del territorio. Ma andiamo a conoscere meglio chi sono gli otto finalisti.

Associazione I Frattimi

Per ricordare Lorenzo Corioni, volontario di Legambiente di Erbusco (in provincia di Brescia), morto a soli 23 anni nel 2015 è nata l’associazione "I Frattimi", il cui obiettivo è promuovere la tutela dell’ambiente, la diffusione della cultura e dell’arte. Tra le iniziative c'è “Il bosco di Lorenzo”, un progetto che prevede la creazione di un bosco diffuso, che dalla cittadina bresciana e dai Comuni vicini si sta estendendo a tutta la Lombardia.

Fabio Ciconte

Cresciuto in Greenpeace e poi in Amnesty International, Fabio Ciconte è stato nel 2008 tra i co-fondatori dell’associazione Terra! (di cui oggi è direttore), che mette al centro l'attenzione per l'ambiente e i diritti umani. Portavoce di “Filiera sporca”, la campagna che ha contribuito ad approvare la legge contro il caporalato, è anche autore di inchieste giornalistiche e reportage che hanno svelato il lato oscuro dell'industria alimentare. Ha scritto due libri, “Il grande carrello” (con Stefano Liberti) e “Fragole d’inverno”, in cui fa emergere il legame profondo tra crisi climatica, cibo e agricoltura.

Coopventuno

Quello che accomuna Massimiliano Noviello e Francesco Pascale, fondatori di Cooperativa Ventuno, start up per la rivendita di prodotti ecologici, è la lotta alla camorra e all'illegalità da una parte e l'impegno per promuovere l'economia circolare dall'altra, portando innovazione e buone pratiche. Un esempio? La coltivazione su dei terreni confiscati ai Casalesi di cardi, utilizzati per produrre Mater-Bi e acido pelargonico, un erbicida naturale.

Carlo e Manuele Degiacomi

Padre e figlio, Carlo e Manuele Degiacomi lavorano nel campo della divulgazione, con particolare attenzione a ciò che riguarda l’ambiente e la salute. Hanno fondato e diretto per dieci anni il museo “A come Ambiente” di Torino, realizzando iniziative su diverse tematiche, dagli sprechi alimentari al cambiamento climatico. Tra le loro iniziative c'è la realizzazione dell’aula multimediale “Amianto/Asbesto” presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Cesare Balbo" di Casale Monferrato, che è riuscita a sensibilizzare e coinvolgere gli studenti in un territorio segnato dall’inquinamento da amianto.

Anna Giordano

Anna Giordano ha fatto della difesa della natura la sua ragione di vita. Per contrastare il bracconaggio, che in Sicilia colpisce numerose specie di uccelli, ha lanciato nel messinese una lotta che le è costata minacce e intimidazioni. Dopo 40 anni di impegno, ora vede le prede dei bracconieri nidificare dove prima restavano uccise. Nel frattempo si è laureata in Scienze naturali, specializzandosi in Ornitologia, e ha fondato l’Associazione mediterranea per la natura, che si occupa di antibracconaggio e di un centro di recupero della fauna selvatica. Il suo impegno le è valso nel 1998 il “Goldman environmental prize”.

Elsa Merlino

Classe 1995, Elsa Merlino studia Scienze per l’ambiente all’Università di Udine. Tra i suoi luoghi del cuore c'è il torrente Torre, a Povoletto (in provincia di Udine), che ospita i magredi, le steppe friulane con una biodiversità ricchissima tutelate anche dalla Regione. A inizio anno si presenta una minaccia: uno scavo di sbancamento non autorizzato. Elsa non ci sta, comincia a consultare le associazioni ambientaliste, a chiamare i Carabinieri forestali, insomma si mobilita. E nel giro di poche settimane ottiene quello che vuole: il cantiere, irregolare, viene bloccato e la ditta costretta a ripristinare i luoghi. Ora la richiesta di Elsa è quella di istituire il “Garante del verde”, una figura a cui i cittadini possano rivolgersi per tutelare il territorio.

Giuseppe Vadalà

Generale dei Carabinieri forestali, Giuseppe Vadalà dal 2017 è commissario unico per le attività di bonifica e messa in sicurezza delle discariche abusive oggetto di sanzione da parte dell’Unione Europea: un procedimento costato già al nostro Paese oltre 300 milioni di euro. Grazie al suo lavoro, la sanzione è stata ridotta da 42 milioni di euro ogni 6 mesi a 5,8 milioni. Dal 2017 a oggi, attraverso la task force dell’Arma dei Carabinieri, il generale Vadalà è riuscito a bonificare 56 discariche sulle 81 che gli sono state affidate, facendo risparmiare allo Stato oltre 20 milioni di euro all’anno. E l’obiettivo è quello di mettere in sicurezza quelle rimanenti entro la fine del 2024.

Massimo Vallati

Offrire un’opportunità ai ragazzi, trasformando i campi da calcio in palestre di vita. È questa la missione di “Calciosociale”, progetto di Massimo Vallati, che è anche tra i promotori di Radio Impegno, la prima web radio notturna d’Italia nata per dire no alla mafia e alla criminalità. Massimo lavora a Corviale, il complesso residenziale chiamato il “Serpentone” per la sua lunghezza e divenuto nell'immaginario collettivo il quartiere-simbolo del degrado della periferia romana. Qui ha dato vita al “Campo dei miracoli”, struttura realizzata grazie alla bioarchitettura. Le partite non si giocano solo in campo, ma i partecipanti si sfidano anche in attività comunitarie che contribuiscono a fare punti. Oggi Calciosociale è presente in diverse regioni italiane ed è riuscito anche a varcare i confini nazionali, arrivando in Inghilterra e Germania.