Prosegue il mistero delle morti di elefanti in Botswana: oltre 350 esemplari trovati senza vita in due mesi

Dall’inizio di maggio nello stato africano si sta consumando una strage di elefanti senza precedenti. Gli scienziati si stanno ancora interrogando sui motivi di questa moria e sul tavolo ci sono varie ipotesi; per il momento si esclude la pista del bracconaggio, visto che agli animali morti non sono state sottratte le zanne.
Federico Turrisi 2 luglio 2020

Sta assumendo sempre più i contorni di un giallo la moria di elefanti nello stato africano del Botswana. Tutto è cominciato a inizio maggio, quando fu trovato un gruppo di elefanti privi di vita nella zona del delta del fiume Okavango, a nord del Paese. Da quel momento su Ohga abbiamo seguito la vicenda e, se ricordi, poco meno di due settimane fa ti avevamo parlato del ritrovamento di oltre 150 pachidermi morti nel distretto di Ngamiland.

Dopo due mesi in tutto sono stati trovati più di 350 esemplari senza vita. Le cause di tutto ciò? Ancora sconosciute. Sembra che almeno in questa circostanza non c'entri il bracconaggio. Come sai, gli elefanti sono perennemente nel mirino dei cacciatori di frodo per via delle loro zanne. Ma quelli trovati morti in questi due mesi in Botswana le avevano intatte. Altra stranezza, oltre la metà delle carcasse degli elefanti è stata trovata vicino a pozze d'acqua.

"Il modo in cui gli animali sembrano morire (molti cadono a terra di muso), e gli avvistamenti di altri elefanti che camminano girare su stessi indicano che si potrebbe trattare di qualcosa che attacca il loro sistema neurologico", spiega alla Bbc Niall McCann, biologo della ong National Park Rescue, il quale esclude un avvelenamento da antrace (che invece aveva causato la morte di un centinaio di elefanti l'anno scorso). Siamo allora di fronte a una nuova malattia? Oppure gli animali hanno bevuto acqua contaminata? A queste domande gli esperti non sono ancora in grado di dare una risposta.

Considera che il Botswana ospita quasi un terzo degli elefanti di tutta l'Africa e il turismo dei safari in questo stato rappresenta oltre il 10% del Pil nazionale, un business secondo solo al commercio di diamanti. Insomma, il Botswana si sta vedendo portare via una delle risorse più preziose che ha. Ma soprattutto una notizia del genere fa tenere con il fiato sospeso il mondo intero, facendo aumentare le preoccupazioni per una specie considerata a rischio di estinzione.