Provincia di Bolzano, ok al numero chiuso per l’accesso via auto al Lago di Braies. Obiettivo, difenderlo dal turismo di massa

Fino al 10 settembre, ci sarà un numero limitato di accessi possibili in macchina al Lago di Braies, una delle perle delle Dolomiti. Lo ha deciso la giunta provinciale di Bolzano, in uno sforzo di limitare l’impatto negativo sull’ambiente del turismo di massa. Abbiamo raggiunto l’Assessore alla mobilità della Provincia Autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider, per farci spiegare le motivazioni di questa decisione. E per chiedergli se in futuro verrà riproposta, o addirittura resa permanente.
Michele Mastandrea 14 Luglio 2022
Intervista a Daniel Alfreider Assessore alla mobilità della Provincia Autonoma di Bolzano

Una volta riempiti i circa 800 posti a disposizione nei posteggi in prossimità del Lago di Braies, la strada che conduce alla bellissima località delle Dolomiti viene fermata da una sbarra. Il sistema di identificazione delle targhe autorizzate smette di operare, e nessun'altra macchina può dunque entrare.

Questa la decisione, devi sapere, che è stata presa dalla giunta della Provincia di Bolzano. Un provvedimento che mira a tutelare uno dei paradisi naturali della zona dai rischi ecologici dovuti all'alto numero di veicoli che intendono raggiungerlo. Dalle 9:30 alle 16, l'accesso al parcheggio andrà dunque prenotato online. E una volta raggiunti i circa 5.000 ingressi di passeggeri via macchina stimati, nessun altro veicolo potrà raggiungere lo splendido scenario del lago dolomitico.

Si potrà però ancora raggiungere il Lago di Braies a piedi o in bici, o in alternativa prendere una navetta a/r dal costo complessivo di 10 euro, anch'essa a accesso contingentato su prenotazione.

I motivi della decisione

Non si tratta dunque di un vero e proprio numero chiuso, ma di una riduzione del traffico veicolare. Per l'assessore alla mobilità della Provincia Autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider, che abbiamo intervistato, la decisione si è resa necessaria "per i rischi che un afflusso così elevato, come quello  registrato negli scorsi anni, portava alla sicurezza del territorio, in particolare alle attività della Protezione Civile". Non si riusciva più a salire né a scendere per le strade che conducono al lago, "e serviva dunque un regolamento del flusso".

Ma non solo sicurezza, spiega Alfreider. Conta anche il tema della vivibilità dei residenti e della tutela dell'esperienza turistica. La misura, operativa dall'inizio di questa settimana, è stata infatti pensata per rendere sostenibile l'accesso all'area, interessata in questo momento anche dalle riprese di una fiction, "Ad un passo dal cielo". Il mix tra normale flusso turistico e quello legato al prodotto televisivo aveva fatto temere per un afflusso enorme nelle prossime settimane.

Il caso Venezia e le Olimpiadi 2026

Da qui la decisione della giunta, che segue un progetto pilota che l'anno scorso aveva riguardato i mezzi pubblici, su cui si poteva salire – come del resto oggi – solo via prenotazione. Una decisione che ricorda, per quanto in tono molto minore, quella presa da Venezia. La Serenissima dal prossimo anno infatti metterà a numero chiuso l'acceso alle sue bellezze, per tutelarle dall'eccessivo impatto del turismo di massa.

Non è detto che questo contingentamento sia solo temporaneo. Per Alfreider, "la misura, che adesso scade il 10 settembre prossimo, potrebbe essere riproposta". Il primo progetto di strada prenotabile "potrà sicuramente essere esteso, anche su tutto l'arco dell'anno", spiega l'Assessore alla mobilità bolzanino. Anzi, potrà diventare anche un precedente per altre località, "anche in vista delle prossime Olimpiadi 2026, dove si preannuncia un flusso turistico importantissimo, che riguarderà senza dubbio anche territori molto sensibili come quelli delle Dolomiti".

Chiaramente non mancano i dubbi, anche da parte degli operatori turistici, che potrebbero essere danneggiati sul momento da una riduzione degli afflussi. "Ma serve che anche gli alberghi, i ristoranti, le associazioni di promozione contribuiscano a questa nuova regolamentazione". In passato ci sono state pressioni contrarie all'adozione di questa novità: "Ma io sono del parere che per la qualità della vita per i residenti sia importante prendere delle decisioni, anche coraggiose. Non c'è nulla di peggio di una situazione non gestita, serve agire prima che diventi troppo tardi", conclude Alfreider.