Quali sono le conseguenze della siccità prolungata sull’ambiente?

In tante zone d’Italia, soprattutto quelle settentrionali, non piove più da diversi mesi. Una situazione che crea tantissimi problemi all’allevamento, all’agricoltura, ma anche alla produzione di energia. Oltre che rischi per la nostra salute. Se ti sei mai chiesto quali siano tutte le conseguenze della siccità, puoi capirlo da questo articolo.
Michele Mastandrea 29 Marzo 2022

Se abiti nel nord Italia, probabilmente non ricordi dove hai lasciato l'ombrello a casa dall'ultima volta che l'hai preso. Questo perché nella parte settentrionale del nostro Paese non piove ormai da più di tre mesi. In Piemonte, ad esempio, da 110 giorni.

Uno stato di siccità talmente prolungato che ci si inizia a spaventare delle sue conseguenze.  Il Po, il più lungo fiume del Paese, date le scarse piogge è ai livelli di portata d'acqua pari a quelli di Ferragosto: si tratta dei livelli più bassi dal 1972 a oggi.

La siccità – come sai – è uno stato continuo di mancanza d'acqua. Una sua definizione più precisa è "decremento dell'acqua disponibile in un particolare periodo e per una particolare zona". C'è chi l'ha soprannominata anche "il cancro dei cambiamenti climatici": perché colpisce lentamente ma inesorabilmente, e perché mette a rischio la totalità di un'ecosistema.

Vediamo insieme allora tutte le conseguenze della siccità.

Agricoltura

Lo svuotamento dei fiumi, come ad esempio del Po, ha gravi effetti per l'irrigazione dei campi, che potrebbero non ricevere l'acqua necessaria per la loro gestione. Le carestie nei Paesi più poveri, oltre che da tutta una serie di altri fattori, dipendono anche dalla mancanza di precipitazioni: diventa impossibile coltivare i campi e dunque ottenere raccolti. Alle nostre latitudini però, sebbene non ci sia il rischio di carestie, la possibilità di periodi di "siccità agricola" – ovvero la disponibilità di un volume d'acqua inferiore a quello necessario per le coltivazioni –  impatta duramente sul reddito degli agricoltori e sui prezzi dei beni al supermercato, che logicamente aumentano. Soprattutto se devono essere importati da luoghi più lontani che non abbiano avuto lo stesso problema.

Allevamento

Non solo campi coltivati. La mancanza prolungata di acqua può avere duri effetti sia sull'estensione dei pascoli, fondamentali per la nutrizione del bestiame, sia sulle esigenze di acqua degli animali in generale. Va inoltre ricordato, al contrario, che forme di produzione alimentare come gli allevamenti intensivi consumano moltissime risorse, non solo per dissetare gli animali ma anche per produrre il mangime a loro destinato. Milioni di litri di acqua ogni giorno potrebbero dunque essere usati in maniera più efficiente, al fine di una produzione alimentare più sostenibile.

Acque sotterranee

La siccità ha anche il problema di mettere a rischio il riempimento delle falde di acqua sotterranea. Sono la principale riserva di acqua dolce del nostro pianeta, ed è l'acqua, per intenderci, che trovi nelle sorgenti quando fai una camminata in montagna. Mancando la pioggia, viene meno anche l'infiltrazione dell'acqua nel terreno che va a riempire le riserve sotterranee, una parte fondamentale del ciclo idrologico.

Biodiversità e inquinamento

La riduzione della portata dei fiumi può inoltre aumentare la concentrazione di sostanze inquinanti nei corsi d'acqua, impedendo il ricambio e lo scorrimento delle acque. E dunque attentando sul lungo periodo alla conservazione degli ecosistemi. A perderne è la biodiversità, con il cambiamento delle condizioni degli habitat che ha un diretto impatto sulla produzione delle specie. Inoltre, il ristagno delle acque può creare terreni ospitali per zanzare portatrici di pericolose malattie (basti pensare ad esempio alla malaria o altri virus).

Desertificazione

Periodi prolungati di siccità incidono pesantemente sull'equilibrio biologico dei terreni. Nel momento in cui la mancanza di precipitazioni elimina l'umidità del suolo, il terreno diventa via via meno fertile fino a diventare totalmente arido. Questa è la desertificazione, scenario purtroppo sempre più diffuso nell'Africa sahariana e sub-sahariana, ma che i cambiamenti climatici potrebbero rendere un giorno un problema serio anche alle nostre latitudini.

Deforestazione

La mancanza di acqua e l'aridità del suolo rischiano di avere un'altra conseguenza. L'aumento degli incendi. Infatti, un terreno arido e secco è moto più a rischio di andare a fuoco, per cause naturali o spesso anche dolose. Questo può portare all'aumento della deforestazione, che a sua volta è un pericolo per la biodiversità e per la produzione di emissioni di CO2.

Inquinamento

La mancanza di precipitazioni ha anche effetti sulla qualità dell'aria che respiriamo. La pioggia infatti pulisce letteralmente l'atmosfera a noi più vicina, abbattendo al suolo le polveri sottili, in un processo noto come ‘washout‘. Nelle aree dove piova per almeno due ore, secondo diversi studi la concentrazione di particelle è scesa in maniera sensibile. Di conseguenza, al contrario, elevati periodi di siccità rendono peggiore la qualità dell'aria e possono obbligare all'adozione di misure come ad esempio blocchi della circolazione.

Migrazioni

Il tema dei migranti climatici si imporrà, purtroppo, sempre di più di fronte all'opinione pubblica via via che aumenteranno i danni dei cambiamenti climatici. La mancanza di riserve d'acqua obbligherà le persone a spostarsi sempre di più alla ricerca di aree fertili, e di conseguenza a competere per risorse minori. In numerose aree dell'Africa la competizione per risorse scarse ha portato al sorgere di scontri inter-etnici, in cui spesso sono coinvolte persone in fuga dalla desertificazione.

Produzione di energia

Una delle principali fonti energetiche nel nostro paese è l'idroelettrico. Come puoi intuire dal nome, questo è un modo di produrre elettricità a partire dall'azione dell'acqua, dunque dei fiumi, delle cascate e così via. Avere meno pioggia significa anche avere meno spinta per le centrali idroelettriche, che producono di meno.

Riserve d'acqua

La siccità, infine, può avere un grande impatto sulle cisterne utilizzate in molte località italiane per custodire e conservare l'acqua piovana e poi impiegata per i più svariati fini. La mancanza di precipitazioni rischia di "svuotare" gli impianti di raccolta e dunque di complicare la gestione delle risorse idriche.