Quali sono le principali foreste pluviali sul pianeta e perché sono così importanti

Oggi è il 22 giugno e viene celebrata la Giornata mondiale della foresta pluviale, istituita a partire dal 2007 da Rainforest Partnership, associazione da sempre attiva per la difesa delle foreste pluviali. Ecco perché è importante preservarle, oggi e in futuro.
Gaia Cortese 22 Giugno 2022

Il 22 giugno ricorre il World Rainforest Day, ossia la Giornata mondiale della foresta pluviale. Questa giornata è stata istituita a partire dal 2007 dall’associazione Rainforest Partnership, da sempre attiva per la difesa delle foreste pluviali.

Le foreste pluviali sono ecosistemi preziosissimi che oggi corrono un elevato rischio di essere distrutti e che le conseguenze siano sofferte soprattutto dall’uomo, unico colpevole di questo processo di distruzione.

Quando si parla di foresta pluviale si pensa nell’immediato all’Amazzonia, un patrimonio naturale inestimabile da cui dipende l’esistenza  del Pianeta. Secondo i dati forniti dal WWF, questa foresta pluviale è in grado di assorbire da 150 a 200 miliardi di tonnellate di carbonio e svolge un ruolo fondamentale per l’equilibrio climatico del Pianeta; negli ultimi anni, tuttavia, abbiamo perso in media una superficie di foresta tropicale pari a 12mila kmq ogni anno se non, in alcuni casi, anche i 28 mila kmq.

Le foreste pluviali nel mondo

Foresta nazionale del Tongass

Oltre l’Amazzonia, c’è anche la foresta pluviale del Congo, cuore verde del continente africano, popolato da almeno 400 specie di mammiferi, mille specie di uccelli e 700 di pesci.

La terza più grande foresta pluviale al mondo è la foresta di Valdivia, che si estende per oltre 248 kmq, nei pressi della costa occidentale del Sud America, principalmente nel Cile, ma anche in alcune aree dell’Argentina. Al suo interno si possono distinguere 35 aree protette tra parchi, riserve e monumenti naturali, ma rimane costantemente minacciata da attività economiche e da infrastrutture come strade e progetti idroelettrici.

Nel sud-est dell'Alaska la foresta nazionale del Tongass è la più estesa foresta nazionale degli Stati Uniti e negli ultimi anni è stata spesso oggetto di attenzione da parte dei mass media perché messa a rischio dalla politica dell'ex Presidente Donald Trump che  per ridare fiato al settore industriale, voleva abolire la Roadless Area Conservation Rule, un regolamento voluto dall'amministrazione Clinton nel 2001, redatto per proteggere l'area, vietandone il disboscamento e la costruzione di strade.

Infine non può non essere citata la foresta pluviale tropicale di Xishuangbanna, che si colloca nella provincia dello Yunnan nel sud della Cina che, fortunatamente, è una delle meglio conservate al mondo.

Perché sono importanti le foreste pluviali?

Le foreste pluviali sono considerate il polmone verde della Terra, pur ricoprendo solo il 7 per cento delle terre emerse. Sono fondamentali per la sopravvivenza di ogni specie vivente sul pianeta perché sono in grado di trattenere tra 140 e 200 miliardi di tonnellate di carbonio. Non solo. Oltre ad avere un ruolo importante nella regolazione del clima e nella conservazione di ecosistemi e biodiversità, le foreste pluviali sono anche fondamentali per quanto riguarda la disponibilità idrica, basti pensare a come il bacino del Congo arrivi a influenzare l’andamento delle precipitazioni fino al Nord Africa. Oggi più che mai, con l'innalzamento delle temperature, l'aggravarsi della siccità e gli effetti dei cambiamenti climatici, le foreste pluviali devono essere preservate ad ogni costo.