
«Non dimenticatemi». È stata questa una delle ultime richieste di Riccardo Barbera, il bambino padovano morto a soli 8 anni il 31 maggio 2024 dopo quattro anni di malattia.
A distanza di oltre due anni, i suoi genitori, Ezio Barbera e Margherita Pietrogrande, hanno trovato un altro modo per mantenere vivo il ricordo del figlio: mettere a disposizione dei suoi fumetti di Topolino per una raccolta fondi destinata alla scuola elementare che Riccardo aveva frequentato.
L'iniziativa si terrà a Padova e il ricavato sarà destinato alla scuola primaria Reggia dei Carraresi, alla quale il bambino era particolarmente legato.
I Topolino di Riccardo diventano una raccolta fondi
Gli albi che Riccardo amava leggere saranno messi a disposizione di altri bambini con una formula a offerta libera.
L'appuntamento è previsto per venerdì 16 ottobre alle 16.15, nel giardino della scuola primaria Reggia dei Carraresi, nel centro storico di Padova.
Il ricavato verrà interamente destinato all'istituto e, in particolare, a sostenere il corso di teatro e la biblioteca della scuola.
Non è la prima volta che la famiglia utilizza gli oggetti appartenuti a Riccardo per trasformare il ricordo in un aiuto concreto.
L'anno scorso erano stati venduti i suoi giocattoli
La raccolta di quest'anno prosegue un'iniziativa già organizzata nel 2025.
In quell'occasione erano stati messi a disposizione i giocattoli di Riccardo, tra cui le sue costruzioni Lego, e le offerte raccolte erano servite a sostenere un laboratorio di falegnameria della scuola.
Questa volta la scelta è caduta sui fumetti.
«Porteremo i Topolino, che lui amava moltissimo», ha raccontato la mamma Margherita.
La passione per Topolino
Riccardo aveva un legame particolare con i fumetti Disney.
Li guardava insieme alla sorella anche prima di imparare a leggere, lasciandosi conquistare soprattutto dalle immagini e dalle avventure dei personaggi.
Ora quei giornalini passeranno nelle mani di altri bambini.
Per i genitori è un modo per fare in modo che qualcosa appartenuto al figlio continui a essere vissuto da altri bambini e che, attraverso quelle pagine, il suo ricordo possa rimanere legato alla scuola che amava.
Riccardo amava andare a scuola
La scuola aveva un posto importante nella vita del bambino.
Riccardo aveva frequentato la primaria Reggia dei Carraresi fino alla seconda classe, prima che le condizioni della malattia rendessero necessario proseguire parte del percorso a domicilio e in ospedale.
I genitori raccontano che era molto legato ai compagni e alle insegnanti.
Anche quando non poteva più frequentare normalmente, una sua insegnante andava a trovarlo all'hospice per leggergli delle storie.
La malattia scoperta quando aveva quattro anni
La storia di Riccardo era iniziata nel 2020, quando aveva appena 4 anni.
Gli era stato diagnosticato un tumore al rene, che lo ha accompagnato per gli anni successivi.
Il bambino è morto il 31 maggio 2024 all'Hospice pediatrico di Padova, dopo quattro anni segnati dalla malattia e dalle cure.
«Non dimenticatemi»
Il giorno prima della morte, secondo il racconto dei genitori, Riccardo aveva chiesto loro di non dimenticarlo.
«Non dimenticatemi», aveva detto.
Una frase rimasta impressa nella memoria di mamma Margherita e papà Ezio e che ha contribuito a dare un significato alle iniziative organizzate dopo la sua scomparsa.
Nasce l'associazione “Vivi la vita bella”
Dopo la morte del figlio, i genitori hanno fondato l'associazione “Vivi la vita bella”, un nome ispirato proprio alle parole che Riccardo era solito ripetere.
Il progetto nasce dal desiderio di trasformare il dolore per la perdita in iniziative rivolte agli altri.
Tra gli obiettivi indicati dalla famiglia ci sono il sostegno alle persone che affrontano un lutto, attività nella natura e iniziative dedicate ai bambini e alle famiglie.
Il legame con la scuola continua
La Reggia dei Carraresi è diventata uno dei luoghi principali attraverso i quali la famiglia continua a ricordare Riccardo.
La scuola ha già dedicato al bambino la propria biblioteca, mantenendo il suo nome all'interno dell'istituto.
Ora saranno i suoi fumetti a tornare tra i banchi, anche se in una forma diversa: non più soltanto oggetti della sua collezione personale, ma strumenti per sostenere attività destinate agli altri bambini.
Riccardo amava anche disegnare e fotografare
Topolino non era l'unica passione del bambino.
Riccardo amava disegnare, giocare a scacchi, andare in montagna e fotografare i tramonti.
I suoi genitori hanno raccontato di un bambino curioso e determinato, che non aveva perso la voglia di imparare e stare con gli altri nonostante gli anni difficili della malattia.
I progetti della famiglia
Attraverso l'associazione “Vivi la vita bella”, Ezio e Margherita vorrebbero sviluppare anche altri progetti dedicati alle famiglie che hanno perso un figlio.
Tra le idee ci sono iniziative di sostegno, escursioni in montagna e una possibile borsa di studio legata alla fotografia, una delle passioni di Riccardo.
Si tratta di progetti che la famiglia sta portando avanti progressivamente.
Un modo diverso per ricordarlo
La vendita dei fumetti rappresenta quindi qualcosa di più di una semplice raccolta fondi.
I Topolino di Riccardo erano suoi, li aveva letti e amati. Ora potranno essere sfogliati da altri bambini e contemporaneamente contribuire a finanziare attività nella scuola alla quale era tanto affezionato.
È questo il modo scelto dai genitori per dare continuità a quel legame.
Il ricordo passa attraverso le cose che amava
Prima i giocattoli, ora i fumetti.
Oggetti quotidiani appartenuti a Riccardo diventano così parte di iniziative rivolte agli altri bambini.
La scelta permette alla famiglia di trasformare qualcosa di profondamente personale in un gesto concreto per la comunità scolastica.
«Così la sua memoria non andrà persa»
È proprio questo il senso dell'iniziativa spiegato dalla mamma.
I fumetti non resteranno chiusi in una scatola: saranno letti da altri bambini, proprio come Riccardo faceva insieme alla sorella.
Il ricordo passerà quindi attraverso quelle stesse storie che lo accompagnavano nella sua quotidianità.
Un pomeriggio nel nome di Riccardo
Venerdì 16 ottobre, alla Reggia dei Carraresi, i suoi Topolino saranno quindi al centro di un appuntamento dedicato ai bambini e alla solidarietà.
Chi vorrà potrà scegliere un albo lasciando un'offerta libera.
Il ricavato aiuterà la scuola a finanziare la biblioteca e il corso di teatro, mentre per la famiglia sarà un altro modo per mantenere vivo il rapporto tra Riccardo e il luogo nel quale aveva trascorso una parte importante della sua infanzia.
I suoi fumetti tornano tra i bambini
Riccardo Barbera è morto a 8 anni, ma le sue passioni continuano a raccontare qualcosa di lui.
I suoi Topolino, che tanto amava, saranno ora letti da altri bambini e contribuiranno a sostenere la scuola che frequentava.
Un piccolo gesto nato da una grande perdita, attraverso il quale i genitori hanno scelto di trasformare il ricordo del figlio in un aiuto concreto per la comunità.
E quella richiesta, «Non dimenticatemi», continua così a vivere nelle iniziative organizzate nel suo nome.