Scoperto in Colombia un nuovo “santuario” delle api: è abitato da 110 specie diverse

Dopo mesi di ricerche sul campo, è arrivata la conferma dall’Università Militare Nueva Granada che nel deserto Tatacoa, un’area arida situata nel cuore della Colombia, esiste un’incredibile ricchezza di api, indispensabili insetti impollinatori. In appena 300 km quadrati, vivono oltre 100 specie, alcune delle quali mai identificate prima.
Martina Alfieri 3 Gennaio 2022

Non esiste solo l'ape europea (Apis mellifera), che tutti ben conosciamo per la sua produzione di cera e miele, ma preziosa soprattutto per la sopravvivenza degli ecosistemi grazie al suo ruolo nell’impollinazione. Uno studio condotto dall’Università Militare Nueva Granada di Bogotá ha dimostrato che nel deserto Tatacoa, in Colombia, abitano 110 specie di api diverse. La maggior parte di loro, a differenza dell'ape europea, non vive in colonie, non ha una regina e non produce miele.

Tra le specie catalogate, alcune non erano state mai identificate prima – come la Centris celadonia – mentre altre sono endemiche, e dunque presenti in quel territorio e da nessun altra parte nel mondo.

"Abbiamo scoperto che c'era una maggiore diversità di api di quanto ci si aspetterebbe per una zona arida come il Tatacoa", ha affermato il biologo Andrés Felipe Herrera Motta, dottorando dell'Università del Kansas che ha partecipato al team di ricerca.

Gli studiosi per diversi mesi hanno condotto ricerche nell’area del deserto Tatacoa, che è in realtà una foresta tropicale secca, arrivando a comprendere la sua importanza per la conservazione della biodiversità. Sono state catalogate prima 80 specie, poi 104, e infine 110.

"Abbiamo trovato una specie nuova per la scienza, la Centris celadonia, ed è stata una grande scoperta. E abbiamo dimostrato che non solo è un luogo con un'enorme ricchezza, ma che nasconde ancora nuove specie", continua Herrera Motta.

Il ruolo fondamentale delle api per i nostri ecosistemi e l’importanza della loro tutela sono ormai universalmente riconosciuti. Si stima infatti che un terzo della produzione agricola mondiale dipenda proprio dagli impollinatori. Purtroppo, però, la loro salute è sempre più minacciata dalla modificazione degli habitat dovuta anche ai cambiamenti climatici e dal consumo di suolo. Per questo, la ricerca portata avanti dai biologi colombiani, sostenuta anche dallo Smithsonian Tropical Research Institute, istituto dedicato allo studio della diversità biologica dei tropici, ha un valore ancora più importante.