Siccità: Regioni, Protezione Civile e Governo d’accordo sullo stato d’emergenza climatica. Le parole d’ordine: semplificazione e prevenzione

Cosa è successo ieri in Conferenza Stato Regioni? Sette presidenti di Regione si sono recati a Roma per chiedere al Governo e alla Protezione Civile di prendere provvedimenti urgenti per contrastare la siccità. Regioni, Protezione Civile e Governo sono allineati su un punto: la dichiarazione di stato di emergenza arriverà.
Francesco Castagna 23 Giugno 2022

Finalmente le istituzioni cominciano a muoversi e interessarsi seriamente degli effetti del cambiamento climatico. Da una parte il motore è il danno economico che una situazione di siccità potrebbe provocare all'agricoltura italiana, dall'altra l'allarme sociale che sta portando diversi comuni italiani a decidere di razionare l'acqua.

Regioni, Protezione Civile e Governo sono allineati su un punto, la dichiarazione di stato di emergenza arriverà. E infatti in questi giorni i Presidenti delle Regioni, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e l'esecutivo si stanno confrontando ripetutamente per capire come intervenire.

Il Presidente della Conferenza Stato Regioni Massimiliano Fedriga, al termine dell'incontro di ieri 22 giugno che la Conferenza delle Regioni ha avuto con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, si è detto soddisfatto per aver iniziato un confronto proficuo con la Protezione Civile. Ora è la volta del Governo.

La ministra per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna ha annunciato che il Governo sta lavorando a un "piano acqua"  con le Regioni.

Come riporta l'agenzia Ansa, la ministra Carfagna ha dichiarato che "L'emergenza idrica non ci coglie impreparati: sono sei mesi che lavoriamo, con tutte le Regioni e diversi ministeri, a un "piano acqua" che sostenga l'intera filiera, dagli invasi agli acquedotti alle utenze finali"

Intanto nella giornata di ieri, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato un decreto in cui viene dichiarato lo stato di calamità naturale. Dal 22 giugno fino al 30 novembre verranno presi provvedimenti d'urgenza a causa della "grave crisi idrica determinatasi per l'assenza di precipitazioni meteorologiche ed in conseguenza della generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei Comuni".

Già nel 2017 la Regione Lazio aveva dichiarato lo stato di emergenza a causa della mancanza di precipitazioni.  Proprio per questo Zingaretti chiederà al Governo di dichiarare lo stato di emergenza a livello nazionale.

Con lui, altre voci si uniscono al coro delle preoccupazioni. Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio si è recato insieme ad altre Regioni a Roma per chiedere al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini  insieme ai governatori di Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Le sette Regioni (sei più il Lazio) hanno chiesto di accelerare un percorso per dare più risorse ai cittadini in modo veloce ed efficace.

Ma nella sostanza, cosa significa questa richiesta?

  • intervenire per gestire la situazione emergenziale, ovvero indicare i criteri per la dichiarazione dello stato di emergenza e quali provvedimenti attuare
  • ripensare il sistema in ottica di prevenire i problemi, ovvero creare infrastrutture con bacini e semplificare le norme per agire in materia ambientale

Totale sintonia tra la Conferenza delle Regioni e la Protezione Civile per cercare le soluzioni migliori e rispondere alla carenza idrica sia in termini emergenziali che in prospettiva per il futuro, giacché la siccità è purtroppo un fenomeno che dobbiamo considerare ricorrente – Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome