Slovacchia: dal 2021 chiusi tutti gli allevamenti di animali da pelliccia

Una storica decisione, che rende la Slovacchia il 13esimo Paese ad aver scelto di chiudere gli allevamenti di pellicce. La legge votata dal Parlamento, entrerà in vigore a partire dal 2021 ma gli allevamenti avranno tempo fino al 2025 per chiudere definitivamente.
Sara Del Dot 21 Ottobre 2019

Ormai dovrebbe essere quasi un’ovvietà, eppure nel mondo bisogna ancora lottare per bloccare la produzione di pellicce, attività dai più considerata ormai obsoleta e quantomai controversa. Quest’industria, fortunatamente, è in costante calo, grazie anche alle attività di denuncia che da anni vengono portate avanti per mostrare le condizioni in cui gli animali destinati a questa produzione vengono tenuti. E a cavalcare questa onda di sensibilità e consapevolezza alcuni Paesi ci stanno provando davvero. È il caso della California, che pochissimo tempo fa ha preso la storica decisione di vietare, con una legge, la commercializzazione di pellicce animali a partire dal 2023, anche se con diverse eccezioni.

Pochi giorni fa è stato il turno della Slovacchia, il cui Parlamento ha approvato il 17 ottobre 2019 una legge che dovrebbe chiudere per sempre gli allevamenti di animali da pelliccia entro i confini del Paese. Una scelta conseguente a diverse inchieste e denunce sulle condizioni e il trattamento a cui questi animali vengono sottoposti negli allevamenti e al successo di una petizione firmata da quasi 80mila cittadini, che le autorità hanno deciso di ascoltare.

Con questa storica decisione, la Slovacchia si attesta come il 13esimo Paese ad aver fatto questa scelta etica, anche se, come sempre, gli effetti saranno visibili solo con il passare del tempo. Infatti, sebbene la decisione sarà considerata effettiva a partire dal 2021, gli allevamenti (uno di visoni in cui muoiono circa 5000 esemplari l’anno e otto di soli conigli) avranno tempo fino al 2025 per chiudere definitivamente.