Sostenibilità, è l’ora della concretezza: Ohga a “If!” per parlare di ambiente e comunicazione

Nell’ambito del festival interamente dedicato alla creatività presso il Base di Milano, anche la nostra testata è stata coinvolta per parlare di sostenibilità e dell’impegno concreto che i cittadini, ma soprattutto le aziende, devono assumere per andare oltre le parole.
Sara Del Dot 8 novembre 2019

Un evento dedicato alla sostenibilità ambientale e all’impegno concreto che cittadini e aziende dovrebbero assumersi per andare oltre la retorica e le semplici buone intenzioni. Nell’ambito di If! Italians Festival, l’appuntamento di tre giorni interamente dedicato alla creatività ospitato nel suggestivo spazio di Base Milano, anche la nostra testata ha partecipato alla riflessione sulle tematiche che nel corso di tutto l’anno hanno animato l’opinione pubblica: difesa dell’ambiente, sostenibilità e azioni concrete per promuoverle. Da parte dei consumatori, sì, ma anche e soprattutto dagli attori che offrono loro prodotti e servizi, ovvero le aziende.

A parlare e confrontarsi su un tema tanto ampio quanto attuale sono stati Enea Roveda (CEO di Lifegate Italia) e Pierluigi Sassi (presidente di Earth Day Italia), moderati dalla direttrice responsabile di Ohga.it Simona Cardillo, che ha accompagnato la discussione a partire dallo stato di salute del pianeta Terra fino all’interesse da parte dei consumatori sull’origine e la provenienza dei prodotti che acquistano.

Una riflessione arricchita dai dati raccolti nei giorni scorsi dalla nostra testata, che ha lanciato alcuni sondaggi sui propri canali chiedendo ai lettori se fossero disposti a spendere di più per un prodotto alimentare sostenibile (con una netta maggioranza del ) e se sapessero indicare il nome di brand etici rispettosi dell’ambiente (con una prevalenza di no).

Pierluigi Sassi ha dichiarato che per quanto riguarda la situazione ambientale ci troviamo a un punto di non ritorno, nonostante a partire dal 2015 la consapevolezza sul tema sia aumentata notevolmente, grazie anche alla prima enciclica del Papa sulla custodia del creato e alla Conferenza di Parigi in cui è stato sancito il celebre accordo che ha coinvolto decine di Paesi del mondo. “Tuttavia nulla di concreto è stato realmente fatto e oggi i dati dimostrano che la salute del Pianeta non ha fatto che peggiorare, dal punto di vista delle emissioni e dell’inquinamento. Questo anche a causa del fatto che, dopo la Conferenza, è stato disatteso il piano operativo, ovvero quello che riguardava le sanzioni e gli impegni nella concretezza, tra cui si annoverano la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e l’educazione ambientale”.

Il 2015 è stato quindi un anno spartiacque, come ha confermato Enea Roveda. “Da allora è cambiata molto la sensibilità riguardo questi aspetti, sensibilità che si è manifestata soprattutto negli aspetti più quotidiani degli italiani come mobilità, energia e alimentazione. Questo genere di attenzione si è pian piano sedimentata nelle scelte delle persone e lo dimostra il fatto che oggi l’88% degli italiani pone la sostenibilità tra gli argomenti più importanti di cui ci dovremmo occupare.”

E in questo contesto qual è il ruolo delle aziende?

“Comincia tutto a partire da un’esigenza, ha proseguito Enea Roveda. “All’esigenza deve poi seguire un’offerta adeguata da parte delle aziende, che devono cambiare i propri modelli di proposta, inserendo la sostenibilità ambientale tra i propri business model. A questo poi si aggiunge la necessità di raccontare questi cambiamenti e queste scelte.”

Raccontare, ovvero comunicare e informare. E qui entra in gioco il ruolo dei media come Ohga all’interno della transizione ecologica in corso.

“Il ruolo della comunicazione è fondamentale, ha chiarito Pierluigi Sassi. “La comunicazione si pone tra finanza, produzione e consumo, ed è importantissima per instillare una consapevolezza ambientale nelle persone. E negli ultimi anni la comunicazione delle e nelle relazioni sta sostituendo la comunicazione di massa.”

E l’economia circolare? Può essere una soluzione?

“Adottare un modello di economia circolare significa riuscire a rivedere il proprio modello aziendale e di produzione”, ha affermato Enea Roveda. “La sostenibilità a cui devono puntare le imprese è sia ambientale che economica che sociale. E il business model che la genera deve puntare a creare valore ambientale, economico e sociale.”

Una riflessione importante, che ha messo in luce l’importanza di rivedere i processi produttivi delle aziende per applicarli alle necessità ambientali del Pianeta, sfruttare l’innovazione, creare valore attraverso la condivisione e la circolarità non solo dei materiali ma anche delle relazioni.