Sprechiamo ogni anno più della metà della frutta e della verdura prodotte: lo dice l’ultimo rapporto Fao

Le perdite economiche sono di 1 trilione di dollari. In termini di vite umane, si calcolano almeno 3 miliardi di persone a rischio di malnutrizione. Per contrastare questo gigantesco meccanismo dello spreco, servono interventi su più fronti e la collaborazione fra le nazioni.
Giulia Dallagiovanna 12 novembre 2018

"Meglio abbondare che rimanere senza" è un detto che è il caso di abbandonare. L'ultimo rapporto della Fao (l'organizzazione delle Nazioni unite per il cibo e l'agricoltura) ci dipinge come degli spreconi. Ogni anno buttiamo via più della metà di tutta la frutta e la verdura prodotte e un quarto della carne degli animali allevati. Immaginati 75 milioni di mucche mandate al macello e poi gettate nel bidone. E ora immaginati 1 trillione di dollari bruciati: il valore economico della mala gestione del sistema alimentare.

Se nei Paesi più poveri le perdite si generano durante la produzione e la lavorazione, in quelli più sviluppati il problema è al mondo del consumo. Spreco di cibo, significa spreco di sostanze nutritive. Per farti un esempio, ogni anno a livello globale si produce il 22% in più di vitamina A, rispetto a quanto ne avremmo effettivamente bisogno. Ma la porzione che viene effettivamente assimilata è inferiore all'11% di tutta la quantità di cui necessita l'essere umano. Che fine ha fatto il resto? Si è perso.

Frutta, verdura, latticini, e pesce sono alimenti ricchi di principi nutritivi. Ma prodotti freschi e perciò altamente deperibili. In questo modo, rischiano di guastarsi durante la lavorazione, ma anche di marcire nei nostri frigoriferi. E assieme a loro, vanno sprecate anche le risorse idriche e del suolo, servite per produrli. Il cibo che manca, dev'essere generato di nuovo e così si torna ad emettere anidride carbonica e a usare fertilizzati. In poche parole, a creare inquinamento.

E oltre all'inquinamento, la fame. Malnutrizione significa che una parte della popolazione globale mangia troppo e la restante, troppo poco. La Fao sottolinea che questo disequilibrio è una minaccia per la salute pubblica. Più pericoloso della malaria, della tubercolosi o del morbillo. Attualmente sono a rischio 3 miliardi di persone, poco meno della metà della popolazione del Pianeta.

"Per affrontare tutte le forme di malnutrizione e promuovere diete sane – ha detto José Graziano da Silva, Direttore generale della Fao – dobbiamo mettere in atto sistemi alimentari che aumentino la disponibilità, l'accessibilità e il consumo di alimenti freschi e ricchi di nutrienti per tutti".

Quello che viene proposto è un insieme di interventi ad ampio raggio e in accordo fra i Paesi. Il miglioramento delle infrastrutture pubbliche e private deve andar di pari passo con l'educazione e l'innovazione deve accompagnarsi a una maggior attenzione per i cibi deperibili. Abbiamo messo in atto un gigantesco sistema che rischia di esplodere, serve uno sforzo altrettanto grande per non cadere sotto il suo peso.