Stop alle carrozze quando è troppo caldo: a Palermo un’ordinanza per “tutelare” i cavalli

Sarà vietato farli uscire e trainare carrozze e calessi quando la temperatura raggiungerà o supererà la soglia dei 35 gradi.
Sara Del Dot 4 Agosto 2021

Risale a pochi giorni fa la pubblicazione sui social di un video in cui si vede un cavallo stramazzato al suolo in mezzo a una strada trafficata. Accanto a lui, mentre alcune persone cercano di rianimalo gettandogli addosso secchiate d’acqua, il calesse che trainava e che, probabilmente, traina ogni giorno.

Non sono immagini nuove ai nostri occhi, purtroppo. L’estate scorsa ti avevamo raccontato di un altro equino morto alla Reggia di Caserta mentre trainava un calesse per turisti sotto al sole, una circostanza che aveva spinto la Direzione ad abbandonare definitivamente quel genere di servizio sostituendolo con l’uso di golf car elettriche.

Quello di calesse e botticelle e degli animali che li trainano, soprattutto nei periodi ad alto flusso turistico, è un tema che ritorna ciclicamente con il verificarsi di situazioni come queste. Cavalli che, a causa della fatica e del caldo insopportabile delle torride giornate estive, non riescono più nemmeno a reggersi in piedi.

Per questo, dopo l’ultimo episodio, il Sindaco di Palermo ha deciso di firmare un’ordinanza per tutelare, almeno in minima parte, la salute di questi animali. Il documento, datato 3 agosto 2021, vieterà la circolazione di trasporti trainati da cavalli ogni volta che le temperature saranno uguali o superiori a 35 gradi.

Questo per, si legge nel testo, “tutelare il benessere degli animali […] al fine di prevenire futuri episodi di affaticamento che potrebbero mettere a serio rischio le condizioni igieniche e il benessere di tale tipologia di animali”.

Certo, si tratta di una magra, magrissima consolazione che non è detto riesca a tutelare davvero questi animali da fatica, caldo e afa. La speranza è che si tratti di un passo avanti verso l’addio definitivo a un servizio di cui ormai non c’è più bisogno. Se mai ce n’è stato.