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5 Agosto 2020
15:30

Strage di elefanti in Botswana: il colpevole potrebbe essere una tossina naturale presente nell’acqua stagnante

Secondo il capo del Wildlife and Parks Department, i risultati di alcune analisi lascerebbero ipotizzare che a uccidere oltre 300 elefanti negli ultimi mesi sia stata una tossina naturale nata da un batterio probabilmente in acqua stagnante. Ma la conferma deve ancora arrivare.

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Strage di elefanti in Botswana: il colpevole potrebbe essere una tossina naturale presente nell’acqua stagnante
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Morivano a decine, continuamente. Della strage inspiegabile e silenziosa degli elefanti africani ti avevamo già parlato, descrivendo come da marzo di quest’anno erano stati oltre 350 gli elefanti trovati morti per cause misteriose in Botswana. Le più probabili minacce come l’antrace o il bracconaggio erano state quasi subito scartate, anche a causa del fatto che le zanne erano sempre trovate intatte.

Negli ultimi tempi però si è fatta largo una nuova ipotesi, fino ad ora poco battuta, riguardante una sostanza reperibile in natura che potrebbe essere letale per i pachidermi. A comunicarlo è stato il capo del Wildlife and Parks Department, Cyril Taolo che in un’intervista all’agenzia Agence France Presse ha dichiarato che sulla base di alcuni risultati preliminari ricevuti, stanno iniziando a prendere in considerazione l’idea che possa trattarsi di una tossina naturale, anche se non sono ancora giunti a una conclusione per definire con certezza la causa di questa strage.

Nello specifico, l’idea di base riguarderebbe il fatto che alcuni batteri sono in grado di produrre sostanze velenose, soprattutto se si trovano in acqua stagnante. Acqua che, sempre in via ipotetica, gli elefanti avrebbero bevuto per poi morire a causa di ciò che conteneva.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.