
Dal 16 maggio 2026 è ufficialmente cambiato tutto per chi usa il monopattino elettrico in Italia.
La nuova normativa impone infatti l’obbligo di esporre un contrassegno identificativo adesivo su tutti i monopattini, sia privati sia in sharing.
Una misura che rappresenta il secondo grande passo della riforma del Codice della strada dopo l’introduzione del casco obbligatorio.
Il nuovo adesivo, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, misura 5×6 centimetri ed è dotato di sistemi anticontraffazione.
Riporta una combinazione di tre lettere e tre numeri su sfondo bianco con il simbolo della Repubblica italiana.
A differenza delle targhe delle automobili, però, il contrassegno non è collegato al mezzo ma direttamente al codice fiscale del proprietario.
La normativa stabilisce che debba essere applicato in posizione ben visibile, preferibilmente sul parafango posteriore oppure sul piantone dello sterzo.
Ed è proprio qui che starebbero nascendo i primi problemi.
Nelle principali città italiane i controlli sono già partiti e insieme alle verifiche sono arrivate anche le multe.
Molti utenti lamentano però confusione sulle modalità di richiesta del contrassegno e sui tempi necessari per ottenerlo.
Altri segnalano difficoltà legate ai monopattini in sharing, dove la gestione delle nuove regole sarebbe ancora poco chiara.
Le forze dell’ordine, intanto, stanno applicando le sanzioni previste per chi circola senza il nuovo identificativo.
Il risultato è un clima di forte incertezza, soprattutto nelle grandi città dove il monopattino è ormai diventato uno dei mezzi più utilizzati per gli spostamenti quotidiani.
Le prossime settimane serviranno probabilmente a capire se il sistema riuscirà davvero a entrare a regime oppure se saranno necessari nuovi chiarimenti normativi.