
Uno studio sui gemelli mostra che chi ha tatuaggi presenta un rischio fino a 4 volte maggiore di sviluppare tumori della pelle e linfomi. Il ruolo dell’inchiostro nella possibile insorgenza cancerogena.
Tatuaggi e cancro: cosa ha scoperto il nuovo studio internazionale
Un nuovo studio condotto su scala internazionale ha acceso i riflettori sui potenziali rischi legati ai tatuaggi. Analizzando casi clinici di gemelli monozigoti – quindi geneticamente identici – uno tatuato e l’altro no, i ricercatori hanno riscontrato che il gemello con tatuaggi mostrava un’incidenza fino a quattro volte più alta di tumori, in particolare tumori della pelle e linfomi.
Il confronto tra gemelli: un metodo scientificamente rilevante
Utilizzare coppie di gemelli identici ha permesso agli studiosi di escludere la componente genetica come causa primaria delle differenze riscontrate. Il fattore variabile principale era la presenza o meno di tatuaggi. L’analisi ha così evidenziato una correlazione significativa tra i tatuaggi e l’aumento del rischio oncologico, aprendo nuovi interrogativi sugli effetti a lungo termine dell’inchiostro sottocutaneo.
Il sospetto degli scienziati: il ruolo dell’inchiostro nella carcinogenesi
Secondo i ricercatori, l’inchiostro usato nei tatuaggi, specialmente quello contenente pigmenti neri e colorati, può contenere sostanze potenzialmente cancerogene, tra cui idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti e composti azoici. Questi agenti, una volta iniettati nella pelle, possono migrare nel corpo e accumularsi nei linfonodi, alterando le cellule e favorendo processi infiammatori cronici o mutazioni.
Focus sui linfomi e tumori cutanei: i più frequentemente rilevati
Lo studio ha mostrato una maggiore incidenza di linfomi non Hodgkin e di alcune forme di carcinoma cutaneo, in particolare nei soggetti con tatuaggi estesi o multipli. Il rischio appare più elevato nei primi anni successivi alla realizzazione del tatuaggio, ma effetti a lungo termine non sono da escludere. Gli esperti invitano quindi alla prudenza, soprattutto quando ci si sottopone a sessioni frequenti o si utilizzano pigmenti di origine dubbia.
Cosa cambia per chi ha già tatuaggi o sta pensando di farne uno
Pur non allarmando in modo assoluto, lo studio suggerisce una maggiore consapevolezza nella scelta di farsi tatuare, valutando la qualità dell’inchiostro, la professionalità del tatuatore e il rispetto delle normative sanitarie. Chi ha già tatuaggi non deve preoccuparsi eccessivamente, ma è utile monitorare la pelle nel tempo, con controlli dermatologici periodici, soprattutto in caso di arrossamenti persistenti, noduli o cambiamenti cutanei.