Tatuaggi e rischio tumori: lo studio sui gemelli rivela incidenza fino a 4 volte più alta

Un team di ricerca internazionale ha rilevato che i tatuaggi potrebbero aumentare fino a quattro volte il rischio di sviluppare tumori della pelle e linfomi. Lo studio si è basato sul confronto tra gemelli identici, uno tatuato e uno no, escludendo quindi variabili genetiche. Il sospetto principale riguarda l’inchiostro, che può contenere sostanze potenzialmente cancerogene. I ricercatori invitano a prestare attenzione alla qualità dei materiali usati e a monitorare eventuali cambiamenti della pelle nel tempo.
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Redazione 28 Agosto 2025
* ultima modifica il 28/08/2025

Uno studio sui gemelli mostra che chi ha tatuaggi presenta un rischio fino a 4 volte maggiore di sviluppare tumori della pelle e linfomi. Il ruolo dell’inchiostro nella possibile insorgenza cancerogena.

Tatuaggi e cancro: cosa ha scoperto il nuovo studio internazionale

Un nuovo studio condotto su scala internazionale ha acceso i riflettori sui potenziali rischi legati ai tatuaggi. Analizzando casi clinici di gemelli monozigoti – quindi geneticamente identici – uno tatuato e l’altro no, i ricercatori hanno riscontrato che il gemello con tatuaggi mostrava un’incidenza fino a quattro volte più alta di tumori, in particolare tumori della pelle e linfomi.

Il confronto tra gemelli: un metodo scientificamente rilevante

Utilizzare coppie di gemelli identici ha permesso agli studiosi di escludere la componente genetica come causa primaria delle differenze riscontrate. Il fattore variabile principale era la presenza o meno di tatuaggi. L’analisi ha così evidenziato una correlazione significativa tra i tatuaggi e l’aumento del rischio oncologico, aprendo nuovi interrogativi sugli effetti a lungo termine dell’inchiostro sottocutaneo.

Il sospetto degli scienziati: il ruolo dell’inchiostro nella carcinogenesi

Secondo i ricercatori, l’inchiostro usato nei tatuaggi, specialmente quello contenente pigmenti neri e colorati, può contenere sostanze potenzialmente cancerogene, tra cui idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti e composti azoici. Questi agenti, una volta iniettati nella pelle, possono migrare nel corpo e accumularsi nei linfonodi, alterando le cellule e favorendo processi infiammatori cronici o mutazioni.

Focus sui linfomi e tumori cutanei: i più frequentemente rilevati

Lo studio ha mostrato una maggiore incidenza di linfomi non Hodgkin e di alcune forme di carcinoma cutaneo, in particolare nei soggetti con tatuaggi estesi o multipli. Il rischio appare più elevato nei primi anni successivi alla realizzazione del tatuaggio, ma effetti a lungo termine non sono da escludere. Gli esperti invitano quindi alla prudenza, soprattutto quando ci si sottopone a sessioni frequenti o si utilizzano pigmenti di origine dubbia.

Cosa cambia per chi ha già tatuaggi o sta pensando di farne uno

Pur non allarmando in modo assoluto, lo studio suggerisce una maggiore consapevolezza nella scelta di farsi tatuare, valutando la qualità dell’inchiostro, la professionalità del tatuatore e il rispetto delle normative sanitarie. Chi ha già tatuaggi non deve preoccuparsi eccessivamente, ma è utile monitorare la pelle nel tempo, con controlli dermatologici periodici, soprattutto in caso di arrossamenti persistenti, noduli o cambiamenti cutanei.

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.