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29 Agosto 2022
11:00

Telecamere nei macelli: la Spagna è il primo Paese europeo a renderle obbligatorie

Si tratta del quarto Paese al mondo a prevedere l'obbligo di un sistema di videosorveglianza nei mattatoi. Lo scopo è quello di tutelare il benessere degli animali anche durante gli ultimi istanti della loro vita.

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Telecamere nei macelli: la Spagna è il primo Paese europeo a renderle obbligatorie
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In Spagna tutti i macelli, qualsiasi siano le loro dimensioni, dovranno dotarsi di un sistema di videosorveglianza. Telecamere, insomma, che abbiano lo scopo di monitorare il livello di benessere degli animali all'interno delle strutture. Lo prevede un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, il primo di questo genere in Unione europea. Da un certo punto di vista, sembra quasi un controsenso parlare di attenzione all'animale in strutture in cui questo viene portato proprio per essere ucciso. L'idea però è quella di garantire loro la dignità durante gli ultimi istanti di vita.

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Ti ricorderai forse alcune inchieste di Animal Equality, un'organizzazione nata proprio in Spagna, in cui venivano documentate le terribili condizioni in cui venivano detenuti gli animali poco prima di venire soppressi: stordimenti inefficaci, maiali mutilati addirittura prima di essere storditi, sgozzamenti di suini ancora coscienti. Nessun rispetto degli standard etici, né tantomeno dei regolamenti. Nel resto d'Europa, e del mondo, la situazione non è tanto diversa.

Di qui si arriva alla nuova legge, destinata a tutte le aziende del settore: è previsto un anno di tempo per adeguarsi, mentre le strutture più piccole potranno impiegarne al massimo due. Le telecamere dovranno essere presenti in tutti gli ambienti in cui gli animali sono vivi, come le aree di carico e scarico, i corridi del macello e le stanze in cui si procede allo stordimento.

Le aziende avranno al massimo due anni di tempo per adeguarsi

Si tratta di un provvedimento particolarmente importante proprio perché è il primo in Unione europea e il quarto al mondo. La speranza quindi è che altri Paesi seguano l'esempio spagnolo. Non solo. Una legge di questo tipo punta l'attenzione sul benessere degli animali da allevamento, anche durante l'ultima fase della loro vita. Potrebbe dunque essere un primo passo per far comprendere le terribili condizioni di sfruttamento alle quali vengono costretti oggi nei sistemi intensivi e portarci a rivalutare il ruolo della carne nella nostra dieta quotidiana.

Sono Laureata in Lingue e letterature straniere e ho frequentato la Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano. Mi occupo principalmente di medicina e ricerca, salute, tematiche sociali, ambiente e sostenibilità. Mi piace trovare spazi verdi nelle città e non mi arrendo all’idea che abitare in zone metropolitane significhi per forza maggiore stress, aria inquinata e frutta e verdura senza sapore. Cerco anche, per quanto possibile, di sfatare i falsi miti su cibo e principi nutritivi, perché quelle che ci suggeriscono le mode non sono necessariamente le scelte più salutari che possiamo fare.