Una bottiglia in plastica vegetale per combattere l’inquinamento: l’idea arriva dall’Olanda

Impiega solo un anno a decomporsi e non vengono usati combustibili fossili per crearla. Qualche dubbio, tuttavia, rimane, come sempre con le bioplastiche.
Gianluca Cedolin 20 maggio 2020

The end of plastic? ha intitolato ambiziosamente il Guardian, presentando il progetto di Avantium, una compagnia olandese di biochimica, che sta sviluppando una bottiglia al 100% vegetale e biodegradabile in un anno con cui soppiantare quelle di plastica. Certo, ce ne vuole di tempo prima di riuscire a eliminare i 46 miliardi di bottiglie di Pet che consumiamo ogni anno in Europa (8 miliardi solo in Italia), ma la strada pare tracciata. Avantium, con il supporto di brand globali come Carslberg, Coca Cola o Danone, sta lavorando per generare un imponente investimento entro fine anno.

Le bottiglie di Avantium

Le bottiglie create dalla compagnia olandese derivano dalla canna da zucchero: non usano quindi combustibili fossili, impiegati invece nella produzione di normali prodotti in Pet, e soprattutto si degradano molto velocemente, circa in un anno se messe nella compostiera.

L'idea di Avantium sarebbe per altro quella di riutilizzare le bottiglie per crearne di nuove, in modo da alimentare l'economia circolare. Entro il 2023 potrebbero essere messe in commercio. Superare la dipendenza da plastica sarebbe fondamentale per migliorare l'aria che respiriamo e smettere di inquinare gli oceani, con tutte le conseguenze negative che ormai sappiamo derivare dalla dispersione di questo materiale.

L'utilizzo di suolo e acqua

Rimane un problema, il rovescio della medaglia delle bioplastiche: se hanno un impatto nettamente minore in termini di smaltimento, non per forza lo hanno nella produzione. Non vengono impiegati i combustibili fossili, vero, ma per coltivare lo zucchero o il mais da cui produrre plastiche vegetali servono tantissima acqua e tantissimo suolo (da ricavare con la deforestazione), due beni fondamentali nel nostro pianeta. Avantium inizialmente intende produrre circa 5mila tonnellate di plastica all'anno, che non sono molte, ma la domanda sembra destinata a crescere. Come far fronte quindi al problema? L'azienda olandese sembra avere in mente due soluzioni: riutilizzare le bottiglie per crearne di nuove, come detto, ma anche impiegare biorifiuti e scarti della coltivazione dello zucchero per generare la bioplastica.