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19 Febbraio 2020
11:00

Una cuccia in sospeso: l’iniziativa per destinare accessori inutilizzati agli animali meno fortunati

Un progetto ideato dal veterinario Federico Coccia per aiutare gli animali meno fortunati. Dalla fine di febbraio sarà possibile donare gli accessori inutilizzati del proprio pet così da rimetterli in circolo per gli animali meno fortunati.

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Una cuccia in sospeso: l’iniziativa per destinare accessori inutilizzati agli animali meno fortunati
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Se hai un animale domestico, ti potrà capitare di avere in casa accessori come guinzagli, cucce o collari che non usi più nonostante siano in ottimo stato. E dalla prossima settimana, grazie a un’iniziativa del medico veterinario Federico Coccia, se vorrai potrai mettere questi oggetti a disposizione degli animali meno fortunati.

Questo meccanismo potrebbe ricordarti il muro della gentilezza, l’iniziativa sempre più diffusa in tutto il mondo (di cui abbiamo parlato molto) in cui è possibile lasciare appesi in uno spazio apposito abiti e altri oggetti a disposizione di coloro che potrebbero averne bisogno. Ecco, la "Cuccia in sospeso", così si chiama il progetto, funziona più o meno allo stesso modo. Come il muro della gentilezza, come il caffè sospeso di Napoli. Un’iniziativa interamente dedicata agli animali per evitare di gettare via accessori perfettamente riutilizzabili che potrebbero rappresentare un vero valore da recuperare.

L’iniziativa sarà presentata il 29 febbraio presso la Nuova Fiera di Roma, alle 15.30, dove sarà allestito uno angolo dedicato in cui sarà possibile già lasciare cappottini, cucce, cuscini, coperte, guinzagli e collari che saranno destinati ai cani meno fortunati.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.