Una stazione galleggiante per ripulire gli oceani dalla plastica: l’idea di una designer slovacca

Si chiama 8th continent (ovvero l’ottavo continente) ed è energeticamente autosufficiente il grande centro di raccolta e riciclo galleggiante pensato da Lenka Petrakova per limitare l’inquinamento da plastica nell’Oceano Pacifico. Il progetto si è aggiudicato il primo premio al Grand Prix 2020.
Federico Turrisi 28 Maggio 2021

Se vedi il bicchiere mezzo vuoto, potresti immaginarti che tra qualche decennio i mari saranno ridotti a zuppe di plastica; se invece vedi il bicchiere mezzo pieno, potresti riporre la tua fiducia nella caparbietà del genere umano per dare alle prossime generazioni un futuro migliore, trovando delle soluzioni grazie all'aiuto della tecnologia e, perché no, anche di un pizzico di creatività e follia.

Di fronte al rendering di "8th Continent" (tradotto, l'ottavo continente), il progetto di un'enorme stazione galleggiante cattura-plastica da installare in mezzo all'oceano Pacifico – in prossimità del Great Pacific Garbage Patch -, la prima reazione non può che essere di meraviglia. Un "concept" che è valso all'architetta e designer slovacca Lenka Petrakova il primo posto al Grand Prix 2020. Ma attenzione a non fermarsi all'impatto visivo, perché l'intento è nobile: contrastare il marine litter.

Di che cosa si tratta esattamente? Il prototipo è costituito da strutture interconnesse fra loro a forma di petalo che poggiano su barriere simili a tentacoli che hanno la funzione non solo di convogliare i rifiuti in plastica, raccogliendoli dalla superficie dell’acqua, ma anche quella di sfruttare l'energia generata dalle maree.

La stazione galleggiante infatti, nelle intenzioni della sua creatrice, mira ad essere autosufficiente dal punto di vista energetico. I pannelli solari installati sul tetto del fiore galleggiante serviranno a riscaldare i serbatoi di acqua salata per favorire l’evaporazione e utilizzare quindi l’acqua distillata e filtrata per coltivare piante alofite tramite la tecnica della coltivazione idroponica. Queste specie vegetali sono in grado di crescere in terreni salini e possono essere impiegate per la produzione di biodiesel. I vasi per le piante saranno creati con la plastica raccolta, utilizzando stampanti in 3D. Già, perché una volta tirati su dall'acqua i rifiuti di plastica verrebbero trattati e trasformati (quando possibile) in un materiale riciclabile, in un'ottica di economia circolare.

Non è finita qui. Nella mente di Lenka Petrakova la stazione galleggiante ospiterà anche al suo interno un centro di ricerca all'avanguardia per lo studio degli habitat marini. Insomma, definire avveniristico il suo progetto è dire poco. Ben vengano le idee per un futuro più sostenibile e libero dalla plastica in mare.