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14 Ottobre 2024
17:30

Un’altra cometa darà spettacolo nei nostri cieli: gli ultimi a vederla furono gli uomini di Neanderthal

La cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-Atlas è arrivata alla distanza minima dalla Terra, ovvero 71 milioni di chilometri, e per tutta la settimana sarà visibile sopra le nostre teste. Il momento migliore per scorgerla sarà mercoledì 16 ottobre.

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Un’altra cometa darà spettacolo nei nostri cieli: gli ultimi a vederla furono gli uomini di Neanderthal
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Attendi il calare del Sole e al tramonto di mercoledì 16 ottobre, guarda verso Ovest. Questo suggerimento – cinematograficamente familiare – serve per farti alzare gli occhi al cielo e assistere all’ennesimo spettacolare passaggio di una cometa.

A partire dal 12 ottobre, infatti, la cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-Atlas è arrivata alla distanza minima dalla Terra, ovvero 71 milioni di chilometri, e da allora è visibile sopra le nostre teste ad occhio nudo.

Il suo passaggio, oltre che mozzafiato, è anche qualcosa di storico che in qualche modo ci permette di viaggiare nel tempo. Sì, perché l’ultima volta che questo corpo celeste si è avvicinato così tanto al posto Pianeta c’erano solamente popolazioni di uomini di Neanderthal: 80 mila anni fa.

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C/2023 A3 Tsuchinshan-Atlas è stata scoperta nel 2023 dal telescopio sudafricano del progetto ATLAS insieme all’osservatorio Tsuchinshan in Cina. Si tratta di un oggetto con un’orbita iperbolica proveniente dalla Nube di Oort al suo primo passaggio nel Sistema Solare e costituito da polvere e ghiacci che per via del calore del Sole sublimeranno formando una chioma brillante e una coda ben visibile.

Per poterne ammirare lo spettacolare passaggio nella volta celeste avrà posizionati in luoghi con uno scarso inquinamento luminoso e senza ostacoli sull’orizzonte verso il Sole che tramonta.

Il momento migliore per osservarla, come racconta l’Osservatorio Astronomico di Roma, cadrà con molta probabilità il 16 ottobre, quando la come arriverà a un’altezza di circa 17° nel cielo occidentale, per poi continuare ad alzarsi gradualmente.

Potresti comunque riuscire a scorgerne la coda luminosa e la chioma diffusa durante tutta la settimana.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.