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8 Giugno 2021
12:30

Un’Escape Room per ragionare sull’ambiente, in Italia l’iniziativa green rivolta ad adulti e bambini

Un modo per imparare divertendosi e maturare la propria consapevolezza su tematiche delicate che comprendono la natura, il clima, la biodiversità. Sono state allestite nell'intera penisola le location per sfidarsi a suon di enigmi e misteri. Nell'intervista di oggi emerge il valore del coinvolgimento dei cittadini verso un futuro migliore.

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Un’Escape Room per ragionare sull’ambiente, in Italia l’iniziativa green rivolta ad adulti e bambini
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Immagina te e altre tre persone sedute a un bar. Vi lega una forte amicizia e, ad un tratto, vi rendete conto che con quell'intesa potreste fare grandi cose, vorreste cambiare il mondo. È un po' quello che è successo a Pasquale Lanni, che dieci anni fa ha fondato Eufemia, associazione che propone attività formative come l'Escape. Sì, proprio quel gioco, che forse conoscerai, in cui bisogna risolvere degli indovinelli per uscire dalla stanza con la particolarità che qui le domande sono esclusivamente sull'ambiente. Da Borgo San Lorenzo, in Toscana, a Palermo, passando per Roma e Firenze, ecco come il progetto si sta espandendo nel nostro Paese.

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Quali sono le molle che ti animano?

Educazione e innovazione. Pochi credono che si possano intrecciare quando in realtà sono quasi sinonimi. E dunque aggiungerei giochi, sia di squadra, magari con la palla, che di riflessione, come gli scacchi. Ancora, i libri, che mi tengono impegnato nell'ultimo periodo non potendo viaggiare, mia passione, soprattutto nell'ambito della mobilità internazionale.

Come nasce l'idea di Escape4Change?

Perché ci crediamo. Siamo convinti che un miglioramento sia possibile e che debba essere generato da ciascuno nel suo piccolo e con le sue competenze, ruoli e specificità. Ovviamente c'è chi è più responsabile ma nel complesso si tratta di una rete di maglie fittissime, con problematiche globali da affrontare come tali. Noi vogliamo evidenziare i singoli collegamenti e proporre delle strategie per mettere in circolo il cambiamento.

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Una collaborazione molto ampia, come si articola?

Ci sono diverse azioni, moltiplicate per via della pandemia. La Onlus LVIA mantiene il coordinamento generale e l'attività nelle scuole, Legambiente si concentra su eventi e comunicazione, noi di Eufemia insieme a WeMake curiamo le escape room e i cosiddetti laboratori di comunità. A chiudere il cerchio gli enti comunali che aderiscono ai percorsi e promuovono eventi e materiali, facilitando le ricadute a livello locale.

Cosa significa per te sostenibilità?

Una teoria di cui vanno considerati i tre pilastri: economia, ecologia e società, con le relative riflessioni del caso. Se dovessi spiegarla con parole più semplici, prenderei spunto dalla saggezza popolare e direi che anche se i soldi non sono commestibili, servono per mangiare. E se riusciamo a fare una tavolata che accolga tutti, si spreca di meno e siamo più sazi e felici. Nei prossimi quattro anni vogliamo attuare sempre di più i nostri ideali e costruire tanto, insieme.

Credits: le foto sono state fornite dall'associazione Eufemia

Nato all’ombra del Vesuvio, ho sempre avuto la voglia di condividere con gli altri le mie scoperte, trovando ben presto nella scrittura la mia dimensione ideale. Alle scuole medie, la passione della mia professoressa di italiano e la visione di “Fortapasc” hanno trasmesso in me il “sacro fuoco” del giornalismo, dopo essermi dedicato soprattutto a racconti e poesie. Dalle redazioni scolastiche alle testate nazionali, ho alle spalle un percorso decennale di collaborazioni e tirocini tra Napoli, Roma e Milano in agenzie di stampa, periodici, giornali online, televisioni e web tv. Nel 2013 ho preso il tesserino di pubblicista e dal 2018 sono giornalista professionista. Intanto, spinto da un approccio metodico e razionale, mi dirigevo inizialmente verso studi di fisica e scienze dei materiali, per scegliere poi una formazione umanistica. Nel 2015 mi sono laureato in Filosofia proseguendo con un master in Giornalismo e una magistrale in Editoria e culture della comunicazione e della moda. Nei miei articoli racconto storie di impegno sociale e progetti di innovazione sostenibile: le scelte quotidiane di ciascuno, unite insieme, possono salvare il mondo. Credo che per stare bene con le altre persone, dovremmo essere innanzitutto in armonia con noi stessi. Le mie oasi di tranquillità? I parchi pieni di verde, le rive dei laghi e l’aria pulita delle zone di montagna. Mi piace esplorare mondi diversi dal mio: il volontariato mi ha insegnato a conoscere le esperienze di altre persone, la lettura a osservare la realtà attraverso le pagine di romanzi storici e fantasy, di saggi psicologici e manuali di comunicazione.