Visoni, Speranza blocca gli allevamenti fino a febbraio 2021: un’occasione per non riaprirli?

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha deciso di bloccare le attività negli allevamenti di visioni fino a febbraio 2021, per impedire che queste strutture possano trasformarsi in cluster di Covid-19.
Sara Del Dot 23 Novembre 2020

Dopo le soppressioni di massa di visoni avvenute in Grecia e Danimarca, anche l’Italia ha deciso di fare qualcosa per impedire che gli allevamenti di questi animali possano contribuire alla diffusione del Covid-19. Il ministro della Salute Roberto Speranza infatti, aderendo al principio di massima precauzione ha firmato un’ordinanza che bloccherà le attività degli allevamenti di visoni almeno fino a febbraio 2021. A quel punto verrà svolta una nuova valutazione dello stato epidemiologico delle strutture.

In pratica, nel caso di sospetta infezione all’interno di uno di questi allevamenti (che in Italia sono comunque pochi), le autorità locali potranno disporre il sequestro dell’allevamento bloccando lo spostamento degli animali, di liquami, veicoli, attrezzature e sarà avviata un’indagine epidemiologica. Nel caso in cui si confermasse la presenza di Covid all’interno di un allevamento, gli animali saranno abbattuti.

L’ordinanza di stop agli allevamenti di visoni, in realtà, potrebbe rappresentare una possibilità di cambiamento per la sorte di questi animali. Infatti la rinuncia e il blocco a questa attività potrebbe rappresentare l’occasione per chiudere definitivamente gli allevamenti senza per forza ri-avviare una pratica ormai obsoleta da anni ormai contrastata dagli animalisti.

In Italia, infatti, vengono allevati circa 60.000 visoni sparsi in una decina di strutture, dove vengono cresciuti in gabbie piccolissime per poi essere storditi e uccisi con il gas. Forse questa situazione potrebbe contribuire a un'evoluzione anche in questo senso.

Secco e tempestivo il commento della Lega Anti Vivisezione, che ha ricordato che quello del presunto "stop" agli allevamenti è lo stesso periodo in cui solitamente si interrompe il ciclo degli allevamenti di visoni e che gli animali verranno comunque uccisi a marzo ricominciando il ciclo di nascita e crescita.