Vivere in un ambiente pulito e sano è un diritto umano fondamentale. Lo ha sancito l’Onu

Con 43 voti favorevoli lo scorso 8 ottobre è stata approvata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite la risoluzione che riconosce il diritto a un ambiente sicuro, pulito, salubre e sostenibile. Un importante passo in avanti nella lotta per la giustizia climatica.
Federico Turrisi 12 Ottobre 2021

Non ha esitato a definirla una "svolta storica" David Boyd, relatore speciale dell'Onu per i diritti umani e l'ambiente. Venerdì scorso infatti, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha stabilito che l'accesso a un ambiente sicuro, sano, pulito e sostenibile è un diritto umano fondamentale. Il testo (proposto da Costa Rica, Maldive, Marocco, Slovenia e Svizzera) è stato approvato con 43 voti favorevoli e 4 astenuti (Russia, India, Cina e Giappone). Gli Stati Uniti non hanno votato perché al momento non fanno parte dei 47 membri che compongono il Consiglio.

Questa decisione dell’Onu ha tutte le caratteristiche per essere considerata una pietra miliare nella lotta contro la crisi climatica e può rappresentare uno stimolo in più per spingere i Paesi del mondo a tutelare l'ambiente. Il riconoscimento di questo diritto umano non è legalmente vincolante, ma può comunque essere richiamato nei contenziosi climatici in tribunale. Contenziosi che recentemente si sono conclusi anche con delle grandi vittorie per gli ambientalisti sia contro gli Stati (come nel caso della Germania) sia contro i giganti dell'industria fossile (vedi quello che è successo nei Paesi Bassi).

"Questa risoluzione ha il potenziale di cambiare la vita in un mondo in cui la crisi ambientale globale provoca più di nove milioni di morti premature ogni anno", ha commentato Boyd. "È particolarmente importante per tutti i difensori dei diritti umani ambientali che lavorano, rischiando anche la vita, per salvaguardare la terra, l’aria, l’acqua e gli ecosistemi da cui tutti dipendiamo. È anche vitale per le persone e le comunità che subiscono impatti sproporzionati del degrado ambientale, comprese donne, bambini, indigeni e altre popolazioni potenzialmente vulnerabili ed emarginate".

Per l'occasione Boyd ha anche rivolto un appello ai leader mondiali che si incontreranno tra poche settimane alla prossima (e cruciale) Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, la Cop26 di Glasgow. L'invito è quello a mettere l'uomo al centro delle trattative. "La salute e la qualità della vita di tutti dipendono da aria pulita, acqua sicura, cibo prodotto in modo sostenibile, un clima stabile e biodiversità ed ecosistemi sani. Siamo fortunati a vivere su questo pianeta miracoloso e dobbiamo usare il diritto a un ambiente sano per garantire che governi, imprese e persone svolgano un lavoro migliore nel prendersi cura della casa che tutti condividiamo".

Fonte | Human Rights Council