A Milano si apre la Pre-Cop26, tra la speranza di un cambio di passo e il timore di un ennesimo buco nell’acqua

Da oggi 30 settembre e fino al 2 ottobre i ministri del clima e dell’energia di circa 50 Paesi si riuniranno in occasione della Pre-Cop26, l’incontro preparatorio alla Cop26 di Glasgow (prevista per il prossimo novembre), che in molti considerano come una sorta di ultima chiamata per l’umanità per prendere misure concrete e tenere sotto controllo le conseguenze catastrofiche dei cambiamenti climatici.
Federico Turrisi 30 Settembre 2021

Dai giovani la palla passa ora ai decisori politici. Uscendo dalla metafora sportiva, oggi al Mico di Milano nella stessa giornata si chiuderà la Youth4Climate e si darà il via ai lavori della Pre-Cop26, che precede un appuntamento cruciale come la Cop26 di Glasgow (che è slittata di un anno a causa della pandemia e che si terrà dal 1 al 12 novembre). Ricordiamo che il Regno Unito ospita l'importante evento in partnership con l'Italia, che quindi si è occupata dell'organizzazione dell'evento preparatorio. Il passaggio di testimone è rappresentato dalla presentazione ai leader politici del documento finale prodotto dalla due giorni di lavori della cosiddetta Cop dei giovani.

Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sta dunque per prendere il via la Pre-Cop26, su cui sono puntati gli occhi di tutti coloro che hanno a cuore la sorte del nostro pianeta. Tra i relatori della plenaria di questa mattina ci saranno anche il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e il primo ministro britannico Boris Johnson (collegato da remoto). Inoltre, è previsto un videomessaggio del segretario generale delle Nazioni Uniti António Guterres. Quest'ultimo, in occasione del Major Economies Forum on Energy and Climate organizzato dal presidente americano Joe Biden, ha già invitato la comunità internazionale a impegnarsi di più e non ha nascosto un certo pessimismo in riferimento alla Cop26 di Glasgow, affermando che c'è un alto rischio di fallimento.

Alla Pre-Cop26 parteciperanno i ministri del clima e dell'energia e i delegati di circa 50 Stati, oltre ai rappresentanti del Segretariato dell’Unfccc (la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici), ai presidenti degli Organi sussidiari della Convenzione e ad una serie di attori della società civile che svolgono un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico e nella transizione verso lo sviluppo sostenibile.

L'ultimo report dell'Ipcc (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) ci ha ricordato come il tempo per prendere misure efficaci per contenere il riscaldamento globale ed evitare le conseguenze devastanti dei cambiamenti climatici sia sempre più ridotto. Non può e non deve concludersi con un altro nulla di fatto l'ennesimo vertice sul clima. Conciliare gli interessi di quasi 200 Paesi del mondo è complesso, nessuno lo nega. Ma pensiamo a quale ingiustizia sia il riversare i costi dell'inazione politica sulle prossime generazioni e sulle popolazioni più povere: come ribadito più volte dagli attivisti per l'ambiente di tutto il mondo, i governi, in particolare quelli dei Paesi più sviluppati, devono assumersi le loro responsabilità. Staremo a vedere che cosa uscirà dalla Pre-Cop26 di Milano.

– Aggiornamento delle 11:00

"Siete la generazione che più ha da perdere dai cambiamenti climatici. Avete ragione a chiedere responsabilità e cambiamento perché il mondo in questo momento non sta mantenendo le sue promesse", ha affermato Mario Draghi rivolgendosi ai giovani delegati presenti alla Youth4Climate. "La transizione ecologica non è una scelta, è una necessità. O la affrontiamo adesso o pagheremo un prezzo molto più alto in futuro", ha proseguito il premier italiano. "Dobbiamo agire adesso. Sono convinto che abbiamo tanto da imparare dalle vostre idee, i vostri suggerimenti e la vostra leadership. La vostra mobilitazione è stata di grande impatto, e potete starne certi: vi stiamo ascoltando".