A Torino denunce e fogli di via contro gli ambientalisti in protesta. E non è la prima volta: così la politica ascolta i ragazzi?

30 denunce e 5 fogli di via contro attivisti di Extinction Rebellion che hanno manifestato sotto il palazzo di Regione Piemonte. L’azione, indetta in occasione del Climate Social Camp, era pacifica ma alcuni di loro non potranno più entrare a Torino per uno o due anni. Non e la prima volta che la risposta alle proteste risulta eccessiva.
Giulia Dallagiovanna 28 Luglio 2022

Attivisti da una parte, forze dell'ordine (e quindi governo) dall'altra. Sarà questo il nuovo scenario della lotta per il clima? Quanto accaduto il 26 luglio a Torino conferma una situazione preoccupante, dove la risposta a chi chiede azioni concrete da parte della politica è la repressione del dissenso. Per riassumere: due attiviste di Extinction Rebellion si sono arrampicate sul palazzo di Regione Piemonte fino a raggiungere il balcone, dal quale hanno esposto uno striscione allo scopo di sensibilizzare rispetto alle conseguenze della crisi climatica. Diversi attivisti si sono riuniti sotto al palazzo per esprimere il proprio sostegno e alcuni di loro hanno distribuito dei volantini. Per quest'azione sono scattate 30 denunce e 5 fogli di via, che potrebbero diventare 15. Ma non è la prima volta.

Cos'è successo a Torino

A Torino in questi giorni è in corso il Climate Social Camp, un'iniziativa che vede riunite diverse realtà ambientaliste come i Fridays for Future, gli Extinction Rebellion, Greenpeace e tante altre. Durerà dal 25 al 29 luglio e lo scopo è quello di sensibilizzare la cittadinanza, e la popolazione in generale, riguardo al cambiamento climatico e alle sue conseguenze.

Lunedì 25 luglio alle 6:30 del mattino, Vittoria e Delfina, di ER, hanno preso una scala lunga 10 metri e si sono arrampicate su un balcone del Palazzo della Regione. Da lì, hanno esposto uno striscione rosso con una scritta bianca inequivocabile: "Benvenuti nella crisi climatica. Siccità è solo l’inizio". Le ragazze si sono poi incatenate alla ringhiera con catene da bicicletta. Otto ore dopo, le catene sono state tagliate dai vigili del fuoco e le attiviste denunciate.

Nel frattempo, però, si era riunito un gruppo di attivisti proprio sotto al balcone, per manifestare il proprio sostegno all'azione di disobbedienza. Hanno cantanto cori, distribuito volantini, ma non sono mai saliti su quella scala. Sono stati denunciati per invasione e invasione aggravata.

Ad almeno tre di loro è stato notificato un foglio di via, un provvedimento che fa scattare l'allontanamento dalla città per uno o due anni. Una misura di norma è riservata a persone che rappresentano un pericolo sociale o a carico delle quali vi sono indizi di reato. Stiamo parlando di studenti e giovani lavoratori che nel capoluogo piemontese lavorano o frequentano l'università.

Roberto Gammeri, attivista, ha raccontato di essere andato in piazza solo per fotografare e di aver ricevuto una denuncia per manifestazione non autorizzata, invasione e invasione aggravata.

Non è la prima volta

Le risposte eccessive di fronte alle proteste non violente degli attivisti sembrano in aumento. A maggio Selvaggia Lucarelli aveva sollevato la questione partendo dalla vicenda di suo figlio Leon – minorenne – che il 17 novembre 2021 avrebbe tirato un palloncino pieno di vernice, probabilmente lavabile, sulla vetrina di una banca. Era assieme ad altri ragazzi, minorenni e maggiorenni, che volevano attirare l'attenzione sugli investimenti in armi e combustibili fossili. La polizia è entrata in casa della giornalista, a Milano, con un mandato di perquisizione, chiedendo poi se ci fossero volantini sulle idee politiche del ragazzo e contestandogli il reato di deturpamento e imbruttimento delle cose altrui. Per questa operazione si sono mobilitati sei esponenti delle forze dell'ordine, la procura dei minori e il dipartimento Antiterrorismo.

Qualche mese dopo, a febbraio, alcuni studenti hanno tentato di entrare nella sede di Confindustria a Torino. L'11 maggio la polizia ha fatto irruzione nelle case di 11 di loro alle 6 del mattino e li ha arrestati. Erano tutti incensurati e il più vecchio aveva 22 anni. Una di loro, Sara, non aveva nemmeno partecipato fisicamente all'azione, aveva semplicemente parlato al megafono. Per lei il Pm aveva chiesto il carcere. Contro cosa protestavano? L'alternanza scuola-lavoro che a gennaio era costata la vita a Lorenzo Parelli, 18 anni. Poche ore dopo la tragica notizia, a Roma circa duecento studenti avevano dato il via a una marcia di protesta allo scopo di arrivare davanti al Ministero dell'Istruzione. Sono stati caricati dalla polizia e presi a manganellate.

Ma non era la prima volta nemmeno per i manganelli.

Le cariche della polizia

Dal 28 settembre al 2 ottobre 2021, a Milano, si erano tenuti due eventi in preparazione di Cop26: Youth4Climate e PreCop26, ai quali erano stati chiamati a partecipare 400 ragazzi da 186 Paesi del mondo.

Un episodio non violento, ma emblematico, è accaduto il 30 settembre quando sul palco del MiCo, il centro congressi all'interno di Fieramilanocity dove si stavano svolgendo gli incontri, ha preso la parola l'allora presidente del Consiglio Mario Draghi. Mentre il premier garantiva ai giovani attivisti: "La vostra mobilitazione è stata di grande impatto, e potete starne certi: vi stiamo ascoltando", alcuni di loro, regolarmente accreditati, venivano scortati fuori dalle forze dell'ordine rei di aver sollevato cartelli contro il greenwashing e intonato cori di protesta. Da una parte le promesse, dall'altra le azioni.

Ma la situazione era già tesa. Quella mattina un gruppo di attivisti aveva organizzato dei sit-in di protesta per impedire l'entrata delle delegazioni nel palazzo dei congressi e per denunciare la mancanza di provvedimenti concreti nei confrinti della crisi climatica. Le forze dell'ordine erano intervenute e ne era nato un scontro che si era concluso con i maganelli. E i manganelli sono apparsi di nuovo il 2 ottobre, questa volta contro un centinaio di ragazzi del movimento veneto Rise Up for Climate Justice che stavano cercando di avvicinarsi, senza autorizzazione ma pure senza armi, all'ingresso del MiCo. Di fronte alle tensioni e alle violenze, Greta Thunberg era entrata in sciopero della parola.

Dalla PreCop26 a Torino

A partire dagli eventi di Milano, episodi simili si sono ripetuti più e più volte. Il 7 luglio a Brescia, Stefano Tedesco degli Extinction Rebellion è stato denunciato dalla polizia per interruzione di pubblico sevizio. L'attivista si era seduto a terra mostrando due cartelli con le scritte: "Sto male se penso a tutto quello che dobbiamo fare per garantirci un futuro" e "Il territorio è di chi lo abita. Assemblee di cittadini ora!". La via nella quale stava protestando era corso Mameli, una zona pedonale. E l'unica auto che ha intralciato è stata proprio quella della polizia.

Il 14 febbraio 2022 Valerio Gatto Bonanni, candidato alle scorse elezioni comunali della Capitale per Roma Futura, era stato portato via dalla polizia per aver mostrato solidarietà verso tre attivisti di Extinction in sciopero della fame da una settimana davanti al Ministero della Transizione ecologica per chiedere un incontro con il ministro Roberto Cingolani. Nello specifico, Bonanni si era avvicinato alla polizia per chiedergli come mai continuassero a sgombrare gli attivisti nonostante stessero portando avanti una lotta pacifica e aveva poi iniziato a leggere un comunicato ai ragazzi. Sollevato di peso, era stato condotto via a bordo di una volante.

Lo sciopero della fame nasceva dal 5 febbraio 2022, quando le forze dell'ordine avevano fatto irruzione in un appartamento Air B&B in via Carlo Cattaneo in cui soggiornavano alcuni attivisti di Extinction Rebellion, tra cui una ragazza minorenne. Nei giorni precedenti i ragazzi avevano imbrattato di vernice i muri del Ministero della Transizione ecologica. A detta degli attivisti, "sono entrati senza mandato. Ai giornalisti è stato detto che era in corso una operazione legata alle norme covid dell’Air B&B: tuttavia nello stabile sono presenti altri appartamenti affittati con questa modalità e nessun altro appartamento è stato perquisito, né tantomeno gli occupanti tenuti chiusi per due ore e mezzo con le forze dell’ordine".

Ancora. Il 19 marzo scorso i Fridays for Future avevano indetto una manifestazione di protesta per denunciare l'apertura di un conto in rubli da parte di ENI. Tre di loro hano scritto "il gas fossile uccide" sui muri della sede italiana di Centrex, società rivenditrice del gas russo in Italia. Secondo quanto dichiarato dalle forze dell'ordine, avrebbero anche lanciato un fumogeno contro le telecamere di sorveglianza, mandandole fuori uso. Il 20 maggio è scattata una perquisizione in tutte e tre le case, con l'impiego di 18 carabinieri in totale i quali, tra le altre cose, hanno ordinato a uno dei ragazzi di spogliarsi e fare flessioni, nudo.

Sarà questo l'atteggiamento delle istituzioni d'ora in poi? Promettere ascolto, ma nei fatti reprimere il dissenso con risposte spropositate rispetto agli atti di protesta?

Credits photo: nella foto di copertina, un'azione di protesta di Extinction Rebellion Italia del 18 luglio 2022