In Kamchatka è in corso un disastro ambientale che ha già ucciso il 95% degli animali marini

Nella penisola della Kamchatka, nell’estremo oriente della Russia, si sta verificando un vero e proprio disastro ambientale. Le indagini per individuarne le cause sono ancora in corso, anche se l’ipotesi al momento più probabile riguarda la fuoriuscita di sostanze tossiche da alcuni siti militari.

7 Ottobre 2020
13:00
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In Kamchatka è in corso un disastro ambientale che ha già ucciso il 95% degli animali marini
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Se prima la nominavi soltanto durante le partite di Risiko, oggi potresti trovarti a parlare della Kamchatka per il disastro ambientale di cui è vittima. Da ormai alcuni giorni, infatti, le onde del mare attorno alla penisola situata all’estremo est della Russia si sono riempite di schiuma gialla e la spiaggia di Khalaktyrsky e altre baie vicine si sono trovate costellate di cadaveri di animali marini emersi dalle acque e depositatisi sulla spiaggia. Si tratta di un’ondata di inquinamento marino pervasiva e pericolosa, che potrebbe presto raggiungere il delicato sito Unesco “Volcanoes of Kamchatka” aggiungendo a quelli già fatti danni irreparabili.

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Tutto è iniziato alla fine di settembre, quando alcuni surfisti hanno dato l’allarme segnalando sia un colore anomalo dell’acqua che un forte bruciore agli occhi e alla pelle in seguito alle uscite in mare. In seguito ad alcune analisi è stato confermato che i surfisti avevano subito lievi lesioni alle cornee.

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A documentare la situazione per considerarne la portata è stato un gruppo di attivisti di Greenpeace Russia, che si sono recati sul posto per valutare l’entità del danno e provare a capire quale sia l’origine di un fenomeno di inquinamento che potrebbe raggiungere dimensioni enormi.

Le autorità locali hanno infatti riferito che all’interno delle acque della zona al momento si registra una quantità di prodotti petroliferi quattro volte superiore ai limiti massimi consentiti e fenolo in concentrazione di 2,5 volte il limite.

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Le cause, come ho già detto, sono ancora al vaglio, ma le ipotesi ci sono. Secondo un articolo del Guardian, il timore principale è che possa esserci stata una perdita di carburante per missili immagazzinato nei campi di prova militari della regione, ma si può trattare di altro genere di fuoriuscita di sostanze tossiche.

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Incalzato sulla necessità di individuare la causa del disastro, il governatore della Kamchacka, Vladimir Solodov ha disposto per la giornata di oggi alcune ispezioni all’interno di due siti di test militari, Radygino (a 6 miglia dal mare, utilizzato per esercitazioni ad agosto di quest’anno) e Kozelsky (utilizzato per seppellire sostanze chimiche tossiche e pesticidi), per verificarne un’eventuale responsabilità.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.