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2 Aprile 2021
17:30

Anche ad Amsterdam appare un murales anti-smog: si chiama Diversity in Bureaucracy

Un murales che trasforma l’inquinamento in sali che possono essere lavati via dalla pioggia è apparso ad Amsterdam, raccontando la disparità sociale e le complicanze burocratiche. Un’unione tra arte e difesa dell’ambiente sempre più diffusa nelle città.

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Anche ad Amsterdam appare un murales anti-smog: si chiama Diversity in Bureaucracy
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Quando l’arte incontra il rispetto per l’ambiente promuovendolo in modo attivo e concreto i modelli che emergono non possono che essere replicati. I murales mangia-smog, infatti, fanno proprio questo. Creano arte, aiutano l’ambiente e vengono replicati.

Di quelli presenti in Italia te ne avevamo già parlato, mostrandoti anche come nascono, accompagnando lo street artist Iena Cruz nella realizzazione di un enorme, meraviglioso Anthropoceano sul muro di un palazzo milanese. Del capoluogo lombardo questo era il terzo, mentre a Roma se ne trova un altro, il primo. Oggi i murales antismog hanno sconfinato nel resto dell’Europa raggiungendo anche i Paesi Bassi.

È stato inaugurato infatti il 28 marzo 2021 uno dei primi murales green olandesi, realizzato dallo street artist autoctono JDL. Si chiama Diversity in Bureaucray, tradotto “Diversità nella Burocrazia” e, come potrai intuire dal titolo, affronta il tema complesso delle diseguaglianze di classe, dello stare insieme, della differenza di trattamento tra classi socialiConcetti complessi e argomenti dibattuti, rappresentati attraverso una danzatrice surinamese che balla circondata da svolazzanti documenti amministrativi del Comune di Amsterdam.

Un’opera che riunisce al tempo stesso tematiche sociali attraverso il disegno e tematiche ambientali attraverso la vernice utilizzata, che cattura le sostanze inquinanti presenti nell’aria convertendole in sali che possono poi essere lavati via dalla pioggia. L’opera da sola sarà in grado di compensare le emissioni di 15 automobili al giorno nell’arco di 10 anni.

La realizzazione e diffusione di queste opere che uniscono arte e benessere ambientale è opera di una cordata promossa da Yourban2030, un’organizzazione non profit che unisce gli obiettivi dell’Agenda 2030 all’arte e alla valorizzazione dei territori.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.