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16 Giugno 2022
18:00

Anche gli Stati Uniti “bruciano” dal caldo: le devastanti ondate di calore hanno fatto schizzare le temperature fino a 50°C

A Phoenix, in Arizona, il termometro ha toccato i 46°C mentre a Las Vegas è stato pareggiato il record del 1956 con 43°C. Anche peggio nella Death Valley, in California, dove l'11 giugno le temperature hanno raggiunto i 50°C.

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Anche gli Stati Uniti “bruciano” dal caldo: le devastanti ondate di calore hanno fatto schizzare le temperature fino a 50°C
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Ormai quasi non fanno notizia, purtroppo, le ondate di calore che periodicamente colpiscono tutte le regioni del mondo. Sempre più estreme e sempre più frequenti, sono uno dei chiari segni del riscaldamento globale causato dalla crisi climatica, e hanno gravi conseguenze ambientali, sanitarie, sociali ed economiche.

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Nei giorni scorsi è toccato al sud-est degli Stati Uniti, una zona desertica già solitamente molto calda, ma diventata bollente per una violenta heat wave.

Come racconta il Guardian, in Arizona, Nevada, Colorado e California sono stati raggiunti diversi record di temperature lo scorso sabato. «Il caldo estremo è normale nel deserto durante la stagione estiva – scrive il quotidiano britannico – ma secondo i meteorologi questo non significa che la gente si senta a suo agio quando le temperature lievitano. Il calore estremo causa negli Usa più morti che tutti gli altri eventi climatici estremi messi insieme, compresi gli uragani, le inondazioni e i tornado».

A Phoenix, in Arizona, il termometro ha toccato i 46°C (114 fahrenheit), una temperatura che in questo periodo dell'anno non veniva raggiunta dal 1918.

Las Vegas ha pareggiato il record del 1956, raggiungendo i 43°C, mentre a Denver, 1.600 metri sul livello del mare, è stato pareggiato il record del 2013 con i 38°C registrati sabato.

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È andata ancor peggio in California, dove nella Death Valley l'11 giugno c'erano 50°C, mentre a Palm Springs e nell'area di Sacramento la temperatura ondeggiava tra i 46°C e i 38°C.

La cosa peggiore, purtroppo, è che se non invertiamo la rotta delle emissioni, gli scienziati prevedono per il futuro delle ondate di calore più frequenti e più intense.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.