Apicoltura urbana: il valore di allevare le api anche nel bel mezzo di una metropoli

Giuseppe Manno, fondatore del progetto Apicoltura Urbana, e Mauro Veca, apicoltore da più di vent’anni, raccontano il valore di allevare le api, anche in un contesto metropolitano come quello di Milano.

30 Agosto 2019
9:00
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Apicoltura urbana: il valore di allevare le api anche nel bel mezzo di una metropoli
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Sostenibilità ambientale, collaborazione, rispetto reciproco, operosità, equilibrio, vita. Sono soltanto alcuni dei valori che le api, insetti impollinatori per eccellenza, sono in grado di trasmetterci anche soltanto facendosi osservare per qualche ora. Se poi a mostrarci e spiegarci la loro realtà è un apicoltore, ancora meglio. In una antica cascina poco lontano dal centro di Milano, è proprio quello che succede. Qui, nella Cascina Linterno, Mauro Veca alleva le sue api e gestisce attività didattiche per i bambini, che imparano a non averne paura e capire meglio il loro mondo.  Perché fare l’apicoltore non significa soltanto posizionare delle arnie e raccogliere il miele.

Apicoltura è prendersi cura, capire il mondo delle api e riconoscere il valore del loro ruolo per tutti gli altri esseri viventi. Dagli impollinatori, infatti, dipende il 75% del cibo che finisce sulle nostre tavole ma spesso tendiamo a dimenticarcene. E a dimenticarci che questi piccoli insetti stanno lentamente scomparendo dal Pianeta. Per questo, l’apicoltura urbana serve a riportarci a pensare all’ape come a un valore nella nostra società. Sì, anche in quella metropolitana.

Lo sa bene Giuseppe Manno, che alcuni anni fa ha deciso di avvicinare le persone a questo mondo così affascinante e allo stesso tempo estremamente complesso, per consentire loro di beneficiare della vicinanza di questi piccoli insetti. È nato così il progetto di Apicoltura Urbana, attraverso cui Giuseppe aiuta chiunque sia interessato ad avviare un’attività di apicoltura seguendolo passo per passo in un’avventura da cui difficilmente ci si tira indietro.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.