Chi ha già avuto il Covid, lo può contrarre di nuovo?

Una domanda che in questi mesi ci stiamo ponendo un po’ tutti. La risposta non è scontata e ci sono diversi fattori da tenere in considerazione. Proviamo a capire meglio.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinologo
20 Aprile 2021 * ultima modifica il 20/04/2021

Una domanda molto comune è: chi ha avuto il Covid può reinfettarsi? La risposta è si! Ma è opportuno fare delle doverose specifiche.

Innanzitutto, non è facile decretare un caso di reinfezione poiché sarebbe necessario analizzare i geni di entrambi i Coronavirus coinvolti nelle 2 malattie e spesso si ha molta difficoltà a recuperare i dati del virus che ha causato la prima infezione.

In secondo luogo, c’è da valutare la risposta immunitaria del soggetto coinvolto che potrebbe non essere abbastanza efficace da creare una buona memoria immunologica e quindi potrebbe esporre la persona a una seconda infezione derivante dallo stesso microrganismo. Dobbiamo infatti ricordarci che la formazione di anticorpi, a seguito di infezione da Sars-Cov2, avviene entro poche settimane. Questi anticorpi, se formati in maniera efficace, creano una memoria nel sistema immunitario che permette di riconoscere l’agente patogeno nel caso in cui si dovesse nuovamente entrare in contatto con esso e rappresentano la linea di difesa specifica in grado di contrastare efficacemente la nuova infezione.

Ma quali sono i motivi per cui si potrebbe avere una risposta poco efficace?

  1. Infezione lieve: nel soggetto è presente una bassa carica virale che indurrà, quindi, una risposta immunitaria limitata.
  2. Sistema immunitario carente: vi sono casi in cui il sistema immunitario risulta inefficiente perché magari coinvolto in altri tipi d’infezione oppure compromesso da altri problemi di salute. In questi casi, se anche l’infezione dovesse avere un’alta carica virale, la risposta dell’organismo non sarebbe efficace.

Un altro punto, ancora adesso oggetto di studio, riguarda la durata dell’immunità. La risposta, come ben si sa, varia da persona a persona, sulla base delle caratteristiche personali. Vi sono, infatti, individui la cui risposta anticorpale diminuisce dopo alcuni mesi e persone in cui gli anticorpi non sono neanche rilevabili. Fino a quando non si avranno le idee chiare su questo punto sarà difficile fare previsioni.

Si ipotizza, inoltre, che i malati in modo lieve o completamente asintomatici, possano sviluppare un’immunità diversa che in alcuni casi non è rilevabile dai test sierologici che abbiamo a disposizione.

Un ultimo punto riguarda la potenziale contagiosità dei soggetti che si sono reinfettati. Non abbiamo ancora abbastanza dati per poter dare una risposta certa. Per questo motivo si tende a considerare la seconda infezione come fosse una nuova infezione e perciò con la possibilità di poter contagiare altre persone.

In conclusione, i soggetti che hanno avuto il Covid-19 dovranno continuare a comportarsi come coloro che non l’hanno mai contratto, mantenendo le distanze di sicurezza, indossando la mascherina e rispettando le misure profilattiche messe in atto per contrastare la diffusione del virus.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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