Circolare come un giro di DO: Maurizio Capone e la musica che nasce dai rifiuti recuperati

Maurizio Capone è un musicista e cantautore italiano, fondatore della band Capone& BungtBangt con cui, oltre a creare musica, sperimenta nuove fonti di suono a partire da rifiuti e materiali di recupero con cui realizza strumenti musicali originali. Una perfetta unione di arte, musica ed economia circolare.

29 Giugno 2021
9:00
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Circolare come un giro di DO: Maurizio Capone e la musica che nasce dai rifiuti recuperati
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Un tubo di plastica che diventa uno strumento ad aria, una vecchia scopa trasformata in chitarra, una vaschetta del gelato in polistirolo tramutata in arpa, barattoli del miele che si ripropongono in bonghi. Se chiudessi gli occhi e ti limitassi ad ascoltare, probabilmente non noteresti la differenza con gli strumenti musicali che sei abituato a conoscere. Solo che questi sono creati da ciò che ogni giorno buttiamo nella spazzatura, inconsapevoli del potenziale artistico che abbiamo tra le mani.

Quelli citati, infatti, soltanto alcuni degli strumenti musicali realizzati a partire da materiali di recupero grazie all’intuizione e alla creatività di Maurizio Capone, musicista, cantautore e fondatore della band Capone & BungtBangt.

Da anni Maurizio si occupa di esplorare suoni e materiali per creare nuove forme di musica legate a doppio filo con economia circolare e sostenibilità ambientale. Così, nelle sue mani, un barattolo monouso che normalmente durerebbe una decina di secondi prima di essere buttato via, arriva a vivere anni, se non decenni.

La creatività della band, quindi, non si esaurisce soltanto nella composizione e nell’esecuzione di brani prevalentemente originali, ma coinvolge anche un’intensa attività di ricerca del suono, suono che gli artisti riescono a tirare fuori da oggetti con un’insospettabile potenziale musicale.

Così le note possono uscire nitide da tubi, elastici di gomma, bottigliette di plastica, bidoni di alluminio, barattoli dello yogurt, e addirittura semplicemente dalle proprie mani, che basta saper usare perché si trasformino in pregiati strumenti musicali.

Una lezione di creatività e ingegno che dimostra il legame indissolubile tra musica e ambiente, due elementi fondamentali per il benessere di tutti sul Pianeta.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.