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7 Marzo 2022
12:30

Coltivare ottenendo acqua dall’aria mentre si produce energia pulita: un gruppo di scienziati sauditi sbircia nel futuro della sostenibilità

Il sistema sperimentato dai ricercatori dell'Università di Scienza e Tecnologia King Abdullah si chiama WEC2P ed è stato in grado di assorbire il vapore acqueo presente nell’aria e trasformarlo successivamente in acqua grazie al calore generato da pannelli solari. In questo modo sono riusciti a irrigare e far crescere 60 semi di spinaci.

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Coltivare ottenendo acqua dall’aria mentre si produce energia pulita: un gruppo di scienziati sauditi sbircia nel futuro della sostenibilità
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Generare acqua dall’aria per coltivare e allo stesso tempo produrre energia in modo green e sostenibile.

A pensarci potrebbe apparirti come una pretesa un po’ troppo azzardata e quasi al limite della fantascienza. In realtà però non siamo così lontani, anzi.

Un avanguardistico sistema composto da pannelli solari e innovativi idrogel potrebbe effettivamente estrapolare l’acqua dal vapore acqueo e utilizzarla per irrigare le coltivazioni mentre produce anche dell’energia pulita.

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Qui vedi i pannelli solari fotovoltaici che grazie a uno strato di idrogel che assorbe l’acqua dal vapore acqueo. Photo credit: Renyuan Li, Kaust.

L’ha messo a punto un team di ricercatori dell’Università di Scienza e Tecnologia King Abdullah, in Arabia Saudita, con l’obiettivo di offrire una strategia sostenibile e a basso costo per migliorare la sicurezza alimentare e idrica per gli abitanti delle regioni del Mondo caratterizzate da un clima secco.

Il sistema si chiama WEC2P e, come hanno descritto sulla rivista Cell Reports Physical Science, è composto da un pannello fotovoltaico posto sopra uno strato di idrogel sotto i quali è poi montata una grossa scatola di metallo per la condensazione e la raccolta dell’acqua.

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Questo è uno schema del sistema WEC2P messo a punto dai ricercatori sauditi. Photo credit: Renyuan Li, Kaust.

Nella teoria, l’idrogel, sviluppato dagli stessi ricercatori in una ricerca precedente, dovrebbe assorbire il vapore acqueo presente nell’aria e trasformarlo successivamente in acqua grazie al calore generato dai pannelli solari.

Nella pratica, il sistema ha funzionato esattamente come doveva. I ricercatori l’hanno sperimentato per due settimane nel mese di giugno, in Arabia Saudita. Attraverso un pannello solare grande quanto un banco di scuola sono riusciti a produrre 1.519 watt di elettricità all’ora e a produrre circa 2 litri di acqua dall’aria con cui hanno irrigato 60 semi di spinaci, poi germogliati e cresciuti senza problemi.

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I pannelli solari collegati a una piccola coltivazione hanno permesso di far crescere 60 piantine di spinaci. Photo credit: Renyuan Li, Kaust.

Sebbene quella dei ricercatori sauditi al momento sia solo un proof-of-concept, ovvero la dimostrazione che l’idea funziona, le prospettive che apre sono molto interessanti se pensi che una grossa fetta della popolazione globale, spesso confinata nelle aree rurali del Pianeta, ancora oggi è infatti tagliata fuori dai sistemi idrici sostenibili e da fonti di acqua pulita o di energia verde.

"Il nostro obiettivo è creare un sistema integrato di produzione di energia pulita, acqua e cibo – hanno spiegato i ricercatori – Speriamo che il nostro progetto possa presto diventare un sistema elettrico e idrico decentralizzato per illuminare le case e le colture idriche”.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.