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19 Luglio 2019
13:00

Come scegliere la migliore crema solare per i neonati

Alla vitamina E, ipoallergenica, facile da spalmare, waterproof o senza parabeni e coloranti... Non sempre è facile individuare quale sia la protezione solare più indicata per bambini e neonati, perché in commercio se ne trovano di tutti i tipi. Ma un modo per scegliere c'è: assicurati che la protezione sia alta (SPF), la data di scadenza non troppo prossima e segui alcune semplici regole per proteggere dai raggi solari il tuo bimbo.

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Come scegliere la migliore crema solare per i neonati
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Neonati e sole possono andare d’accordo? Sì, purché si rispettino determinate regole e si prendano certi accorgimenti. Il sole fa bene ai neonati: permette loro di fare scorta di vitamina D, fondamentale e necessaria per il corretto sviluppo dell’apparato scheletrico e per prevenire eventuali forme di rachitismo (ne abbiamo parlato in questo articolo). Tuttavia la prima cosa a cui fare attenzione è l’esposizione ai raggi solari. La regola è che i neonati nei primi 8 mesi di vita debbano evitare l’esposizione diretta ai raggi solari, mentre i bambini sotto i 3 anni di età, dovrebbero esporsi nelle ore in cui i raggi non sono troppo diretti, ossia prima delle 11 del mattino e dopo le 16 del pomeriggio.

Controlla SPF e loghi anti UVA e anti UVB

Stabiliti modalità e orari di esposizione, l’attenzione va posta sulla crema solare che per i neonati deve avere un SPF 50+, mentre per i bambini più grandicelli può essere indicato un SPF 50 (o 50+). La sigla SPF, che corrisponde all’inglese Sun Protection Factor, è il fattore di protezione solare: in pratica fornisce un'indicazione numerica (da 6 a 50+) relativa alla capacità del prodotto di schermare o bloccare i raggi del sole.

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Nella scelta della crema da usare controlla sempre la presenza dell'apposito logo anti UVA e anti UVB. I raggi UVA provocano un invecchiamento precoce della pelle e hanno un effetto oncogeno, mentre i raggi UVB difendono dai raggi ultravioletti corti, quelli che generalmente provocano scottature ed eritemi solari.

La data di scadenza

Fai anche attenzione alla data di scadenza: la maggior parte dei prodotti dura 2, 3 anni sugli scaffali di farmacie e supermercati, ma in genere si ritiene che perdano le loro proprietà di filtro dopo un anno che la confezione è stata aperta. Questo significa che tutto quello che non hai consumato a fine estate deve essere purtroppo buttato via, perché inutilizzabile l’anno successivo. Usare delle creme solari dopo questa data non è dannoso, ma devi tenere conto che possono proteggere meno rispetto a quando sono state acquistate.

Come applicare la crema solare

La crema solare va applicata sempre sulla pelle asciutta, ogni due ore circa, perché con il passare del tempo anche la migliore crema in commercio perde la sua efficacia. L’applicazione deve avvenire ogni volta che la pelle è venuta a contatto con l’acqua (per esempio nel caso di una "pucciatina" al mare) e anche se il neonato si trova sotto l’ombrellone.

Quale crema solare scegliere

Nel reparto delle creme solari per bambini e neonati troverai di tutto e di più. Quella senza profumi aggiunti, la ipoallergenica, quella più indicata per pelli sensibili, quella arricchita con vitamina E, quella che non unge, quella facile da spalmare e che si assorbe facilmente. E ancora, quella preparata con sostanze naturali e filtri non chimici, ma di tipo minerale, quella senza coloranti e senza parabeni (sostanze chimiche che agiscono come conservanti, che tuttavia possono provocare reazioni allergiche sulla pelle).

La raccomandazione è di acquistare comunque un buon prodotto, il cui marchio sia registrato e notoriamente riconosciuto per la qualità dei suoi prodotti.

Fonti | Uppa, Amico Pediatra, Ministero della Salute

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.