Come scegliere la protezione solare adatta alla pelle e all’ambiente

Se non indicato espressamente, le informazioni riportate in questa pagina sono da intendersi come non riconosciute da uno studio medico-scientifico.
Le creme solari sono preziose perché possono prevenire le scottature, ridurre il rischio di cancro della pelle e aiutare a prevenire i primi segni dell’invecchiamento cutaneo? Quando però decidi quale acquistare, ricordati di tutelare anche l’ambiente, puntando su un prodotto sostenibile.
Valentina Rorato 19 Luglio 2022

Proteggersi dal sole è fondamentale e non puoi pensare di affrontare l’estate, e le vacanze, senza l’uso di una crema solare. Devi, però, scegliere con consapevolezza perché i filtri sono molto dannosi per il mare e per l’ambiente in generale.

Le sostanze chimiche della protezione solare sono state trovate nelle fonti d'acqua di tutto il mondo e spesso non vengono rilevate dalle comuni tecniche di trattamento delle acque reflue. Ciò significa che persistono nell'ambiente, intrappolate nella materia vegetale e animale come le barriere coralline. E anche se possiamo sentirci lontani da qualsiasi barriera corallina, tutte le nostre acque sono collegate. Il National Geographic riferisce che 14.000 tonnellate di crema solare finiscono negli oceani ogni anno. E anche se non nuoti dopo aver applicato la crema, può andare negli scarichi quando fai la doccia. Le versioni aerosol possono spruzzare grandi quantità di prodotto sulla sabbia, che viene lavata dal mare.

Devi quindi compiere un’operazione d’acquisto molto sensibile: devi scegliere un solare adatto alla tua pelle e che al tempo stesso non sia pericoloso per l’ambiente. Difficile? Sì, ma non impossibile.

Ingredienti da evitare

Ossibenzone, avobenzone, octisalato, octocrilene, omosalato e ottinoxato: fai attenzione a questi termini quando acquisti la tua crema solare! I loro nomi si nascondono da qualche parte sul retro della bottiglia, dove non li vedi o leggi e quindi finisci per comprarli. L'ossibenzone è pericoloso per la salute dell’uomo ma anche per quella dei pesci. È un distruttore endocrino genotossico e un potenziale mutageno, che non solo può causare gravi reazioni allergiche cutanee,  ma anche interferire con la fertilità.

Filtri solari chimici o fisici

Per scegliere il filtro solare bisogna riflettere sulla sua azione protettiva. Esistono due tipi di raggi UV: UVB, che è responsabile delle vere e proprie scottature solari, e raggi UVA, che penetrano più in profondità. I filtri fisici proteggono da entrambi riflettendo i raggi UV, mentre quelli chimici assorbono i raggi e consentono agli UVA di raggiungere gli strati più profondi della pelle, causando alcuni effetti irritanti e danneggiandone le cellule e la struttura.

I filtri chimici sono molecole create in laboratorio e che assorbono le radiazioni UV, sono quelli maggiormente utilizzati nella realizzazione dei prodotti solari  e hanno una pessima reputazione, contribuendo ai danni della barriera corallina. Ricorda però che anche i filtri minerali (altro modo per chiamare quelli fisici) come il biossido di titanio, ad esempio, non sono del tutto innocenti e possono impedire la crescita del plancton. Tutti i filtri e altre sostanze come i parabeni vengono valutati in base alla loro tossicità, biodegradabilità, impatto sulle barriere coralline, accumulo nell'ambiente naturale e interruzione del sistema endocrino.

Attenzione all’imballaggio

La confezione è importante. Ovviamente non rende migliore la tua crema, ma ridurre le plastiche e gli sprechi è gesto sostenibile che devi fare. Un imballaggio più snello aiuta a diminuire i potenziali sprechi (l'ecolabel indica non più del 9% di sprechi) e incoraggia un trasporto più leggero.

Leggi le etichette

“Reef safe” non è una vera certificazione. Chiunque può rivendicarlo e non significa necessariamente che i prodotti stiano tutelando le barriere coralline. Ciò significa che è molto più importante prestare attenzione agli ingredienti ed essere consapevoli di ciò che stai mettendo sul tuo corpo e nell'ambiente. Controlla sull’etichetta che ci sia una protezione solare ad ampio spettro anche nei confronti dei raggi UVA oltre che degli UVB. In base alle norme europee, un filtro solare deve offrire una protezione anti UVA pari a 1/3 di quella anti UVB. In sostanza, se il prodotto ha un SPF 30, dovrebbe avere una protezione anti-UVA pari come minimo a 10. Se viene garantita anche la protezione dai raggi UVA, deve esserci sull’etichetta un cerchio che contiene la sigla UVA.

Fattore di protezione o SPF

Il dettaglio più importante del solare per la pelle è il  fattore di protezione o SPF. Esprime il livello di protezione dai raggi UVB. Esistono quattro categorie:

  • Protezione bassa (da 6 a 10)
  • Protezione media (15-25)
  • Protezione alta (30-50)
  • Protezione molto alta (50+).

Fototipo

Il fattore di protezione va scelto in base al fototipo. I tipi chiari, rossi o biondi, che si scottano facilmente, devono sempre applicare una crema a protezione alta o estrema, un fototipo 4, mentre un tipo mediterraneo, può scendere a un fattore 15 dopo una settimana. Sotto SPF 8 i dermatologi non considerano le creme come protettive.

Resistente all'acqua

I dermatologi consigliano anche di cercare le parole "resistente all'acqua", l'indicazione che la crema solare rimarrà sulla pelle bagnata o sudata per un po' prima che tu debba riapplicarla. L'impermeabilità dura tra i 40 e gli 80 minuti. Non tutte le creme solari offrono questa protezione.