“Con la frutta e la verdura vinciamo tutti”, la nutrizionista della FAO ci spiega perché il 2021 è dedicato a loro

Il 2021 è stato proclamato dall’Onu Anno Internazionale della frutta e della verdura. Come mai, ti starai chiedendo, nel bel mezzo di una pandemia si parla di mele e insalata? In realtà, è proprio l’emergenza sanitaria dovrebbe farci capire l’importanza di queste colonne portanti della nostra alimentazione. Non solo per la salute, ma anche per l’ambiente e per la società.
Giulia Dallagiovanna 15 Febbraio 2021
* ultima modifica il 15/02/2021

Il 2021 è l'Anno Internazionale della frutta e della verdura. Lo ha indetto l'Assemblea generale dell'ONU e naturalmente a impegnarsi maggiormente nelle celebrazioni è la FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura. Ma come mai due alimenti che a te possono sembrare così ovvi hanno avuto bisogno di 12 mesi totalmente dedicati a loro? E perché questo accade nel bel mezzo di una pandemia in cui, a prima vista, ci sarebbero ben altri problema di cui occuparsi? "Frutta e verdura forniscono al nostro organismo nutrienti fondamentali per la salute per il suo sviluppo, a qualsiasi età – ci ha ricordato la dottoressa Maria Antonia Tuazon, nutrizionista e responsabile dei sistemi alimentari proprio per conto della FAO. – Ma rafforzano anche il nostro sistema immunitario e ci rendono più protetti di fronte alla minaccia di una malattia".

Dunque no, non è per nulla banale riservare a queste due colonne portanti della nostra alimentazione un anno, quello che stiamo vivendo, che dovrebbe segnare anche la fine della pandemia e una ripartenza, speriamo basata sulla lezione che dovremmo avere imparato. A partire proprio dall'alimentazione. Ciascuno di noi dovrebbe mangiare almeno 400 grammi di frutta e verdura ogni giorno. Invece non lo facciamo. Quasi mai. "L'ONU si è reso conto di questa situazione inaccettabile e ha quindi deciso di aumentare il livello di consapevolezza nelle persone, cercando di dirigere l'attenzione su una dieta variata e che risulti equilibrata in tutti i nutrienti. Nel mondo ci sono tantissime forme di malnutrizione, sia per carenza di cibo che per eccesso", fa notare la dottoressa Tuazon.

La malnutrizione nei Paesi occidentali

Sappiamo bene infatti che vi sono molte nazioni dove garantire un pasto completo a ogni abitante non è per nulla scontato. Anzi, non ci si riesce quasi mai. Ma nei Paesi occidentali il problema è un altro. Per la precisione, l'opposto: di cibo ne abbiamo troppo e non sappiamo più come gestirlo. "Questa situazione provoca l'aumento di problemi come l'obesità o il sovrappeso, che a loro volta possono causare altre malattie. Una parte di questo fenomeno è sicuramente causata dal cibo spazzatura, anche se questa è un'espressione non del tutto corretta – precisa la dottoressa. – Questo termine viene utilizzato per indicare preparazioni ultraprocessate che non apportano grandi quantità di nutrienti, ma sono invece ricche di calorie, grassi e zuccheri. Non sono quindi davvero utili per il nostro organismo e non fanno bene alla salute. L'eccessivo consumo di zucchero, ad esempio, è stato classificato come una delle 10 più importanti cause di morte a livello globale. Gioca un ruolo fondamentale nell'aumento dei casi di sovrappeso e obesità, mentre altre sostanze come i grassi trans e il sale contribuiscono alla diffusione dell'ipertensione, di disturbi cardiovascolari e di alcune forme di cancro. Come in tutte le cose, sono la quantità e la qualità che contano: il problema è che il cibo ultrapocessato sta diventando un sostituto di prodotti salutari, come la frutta e la verdura.

 

Ma è più importante la frutta o la verdura?

Quanto spesso ti capita di lasciar perdere la frutta? Sì, perché ok la verdura di contorno, o magari come condimento alla pasta. Ma poi non hai più fame, o ti sembra addirittura di sprecare tempo se ti ritagli quei cinque minuti in più che servono per mangiare un frutto dopo pranzo. Tra i due, infatti, è molto probabile che sia il secondo a essere più trascurato. E il rischio non è tanto quello di perdere qualche nutriente importante, ma che la tua dieta diventi un po' troppo noiosa. E poi perdi il gusto di mangiare.

"Le linee guida raccomandano di consumare almeno 5 porzioni di frutta o verdura, senza specificare quale privilegiare tra le due. Diversi di loro infatti hanno anche proprietà nutritive simili – conferma la nutrizionista. – Ma un regime alimentare monotono non va bene, perché si finisce con il perdere interesse in quello che si mangia e si smette di ricercare una dieta variegata". E il cibo sano non risulta più piacevole, comincerai ad essere più attratto da quello spazzatura.

Ne ha bisogno il Pianeta

Ma l'iniziativa dell'ONU non serve solo a ricordarci l'importanza di un'alimentazione sana. "L'Anno internazionale della frutta e della verdura vuole anche far guardare a questi prodotti da un punto di vista più olistico – spiega infatti Tuazon. – Oltre all'aspetto dietetico, si vuole sottolineare quello socio-economico e di sostenibilità ambientale degli alimenti. Mangiare in modo più responsabile è una vittoria per tutti: per i produttori, per tutte le persone coinvolte nella catena produttiva dei vegetali, per il Pianeta e per ciascuno di noi".

Va perso circa il 50% di tutta la frutta e la verdura che viene prodotta

È proprio la FAO a ricordare che ogni anno va perso fino al 50% della frutta e della verdura prodotte nei Paesi in via di sviluppo. La metà. Lo spreco avviene nel corso della catena di approvvigionamento, cioè tra il momento della raccolta e quello del consumo. E quando arriva in casa nostra, un'altra parte consistente viene gettata nel bidone. Perché ne abbiamo comprata troppa ed è andata a male, perché ne eliminiamo anche componenti commestibili come la buccia delle mele, perché un frutto ci appare ammaccato e quindi preferiamo non mangiarlo. "Per produrre un’arancia possono essere necessari fino a 50 litri d’acquasi legge sempre sul sito della FAO. – La perdita di frutta e verdura rappresenta quindi uno spreco di risorse sempre più scarse come il suolo e l’acqua". 

Lo sapevamo già? Forse. Di sicuro, ce lo dimentichiamo quasi sempre.

Sceglila di stagione

A proposito di ambiente, c'è un tipo di sensibilità che globalizzazione e agricoltura intensiva ci hanno fatto perdere: l'importanza di scegliere prodotti di stagione. Perché se la Terra ha deciso che il cavolfiore cresce in inverno e i peperoni in estate, una ragione ci sarà. E "non riguarda solo l'impatto sull'ambiente. Uno dei problemi per cui le persone non consumano la quantità sufficiente di frutta sono la disponibilità e il prezzo. Se è fuori stagione, costerà anche di più e quindi si avrà meno voglia di acquistarla. Non solo, ma quando si vuole rendere disponibili questi prodotti tutto l'anno, bisogna conservarli in congelatori appositi che possono anche provocare la perdita di qualche nutriente durante la refrigerazione. Per questo motivo, non è raccomandato mangiare frutta e verdura al di fuori dei mesi in cui crescono naturalmente".

Anche l'aspetto economico dunque è importante. Prima di tutto, cerca di informarti sulla provenienza di quello che stai comprando e accertati che venga da circuiti nei quali non sia stato sfruttato nessun lavoratore e tutti abbiano ricevuto il giusto stipendio per il contributo che hanno dato alla filiera produttiva. E non svalutare nemmeno i tuoi soldi: "Quando acquistiamo qualcosa, dobbiamo essere certi che il suo valore corrisponda al prezzo. Se compriamo cibo poco sano e danneggiamo il nostro organismo, questo rapporto è sbilanciato. Ma se si tratta di frutta e verdura e possiamo beneficiare delle loro sostanze nutritive, allora saranno soldi ben spesi", conclude la dottoressa Tuazon.

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