Coni gelato a confronto: non è detto che il meno calorico sia anche il più salutare

Probabilmente è la prima cosa che guardi sull’etichetta di un prodotto. Ma non è l’unico indice da tenere a mente quando si vuole acquistare un cibo che sia il più salutare possibile (o comunque, il meno peggio tra tutti). E questo discorso vale anche per i gelati confezionati che trovi al supermercato e con cui magari, qualche volta, avrai anche cenato.
Giulia Dallagiovanna 9 luglio 2020

Il protagonista dell'estate, percepito come un dolce tutto sommato salutare e che a volte può addirittura sostituire il pranzo o la cena. Quando potrai acquisterai il gelato artigianale e direttamente nella tua gelateria preferita, ma quanto spesso ti capita invece di comprare i classici coni al supermercato? Forse prima di scegliere quale mettere nel carrello confronterai le etichette e probabilmente alla fine opterai per quello meno calorico, oppure per la marca più famosa. Non è detto però che siano i migliori anche dal punto di vista nutrizionale. La rivista Il Salvagente ne ha confrontate otto tra quelle che si trovano più comunemente nelle celle frigorifere e ha cercato di capire cosa si nascondesse dietro al tipico gusto del cono alla panna.

Il gelato per i bambini

Ma i bambini possono mangiare il gelato? Certo, purché sia nelle giuste quantità che, come potrai immaginare, variano in base all'età che hanno. Secondo le linee guida varate dal CREA, bisognerebbe partire da quando il proprio figlio ha già compiuto un anno e non superare i 40 grammi di porzione a settimana, mentre dopo i 3 è già possibile il raddoppio a 80 grammi. Non si dovrebbe arrivare a due volte a settimana prima del quarto anno di età e al settimo si può addirittura abbondare fino a tre, da 100 grammi l'una.

Attenzione, però, anche se a prima vista ti sembra un alimento nutriente, fai in modo che non sostituisca mai i pasti principali, di cui un individuo in fase di crescita ha davvero bisogno. Può essere piuttosto una buona merenda, più salutare di merendine e snack confezionati, ma comunque dall'elevata percentuale di zuccheri ai quali, come vedremo, è bene stare attenti.

Come leggere l'etichetta

Nel confronto vengono prese in considerazione diverse marche di cornetto alla panna, sia perché è il più classico e il più consumato tra i gusti, sia perché la differenza tra gelati alla crema e quelli alla frutta non è poi così grande come potresti pensare. In quelli realizzati a livello industriale, infatti, la base è simile e solo in seguito vengono aggiunti gli aromi che li distinguono. L'aspetto al quale dovresti invece prestare davvero attenzione è il topping, ovvero la copertura che spesso è costituita da buone quantità di cioccolato, granella e altri elementi che ne aumentano la golosità ma anche gli zuccheri.

Non c'è poi così tanta differenza tra i gusti alla crema e quelli alla frutta dal punto di vista nutrizionale

Una volta superata la prima fase, è il momento di leggere l'etichetta. E l'occhio ti cadrà subito sulle calorie, che, trattandosi pur sempre di un dolce, non potranno essere poche. Un cornetto alla panna infatti conta tra le 280 e le 300 chilocalorie ogni 100 grammi. Ma quello a cui dovresti far caso sono anche gli zuccheri e i grassi che potrebbero a lungo andare portare un danno alla tua salute.

Nel primo caso, di norma un cornetto ha circa 25 grammi di zuccheri ogni etto di prodotto e quelli da assumere con più cautele sono lo sciroppo di glucosio e quello di glucosio-fruttosio. Entrambi infatti possono sovrastimolare la produzione di insulina e favorire quindi non solo la comparsa di malattie come il diabete, ma anche di patologie che interessano il fegato. Nel secondo invece devi sapere che, una volta eliminato l'olio di palma, si è spesso scelto di sostituirlo con l'olio di cocco, che però presenta una quantità elevata di grassi saturi.

Come poi ci si poteva aspettare, i prodotti industriali contengono anche quantità variabili di aromi artificiali e conservanti, ma la vera sorpresa è la panna, ovvero quell'ingrediente che dovrebbe dare il gusto all'intero cono. In un solo caso è presente più del 10%.

Il confronto

A questo punto, proviamo a capire cosa è emerso dal confronto. Innanzitutto, le marche selezionate erano: Algida, Esselunga, Carrefour, Coop, Conad, Lidl, Eurospin e Sammontana.

Tra le meno caloriche troviamo Conad, con "sole" 239 chilocalorie, assieme a Coop ed Eurospin, che ne hanno all'incirca 270. Sono proprio loro però ad avere anche percentuali di zuccheri piuttosto elevate, tra i 25 e i 26 grammi. Mentre cornetti più calorici, come quelli di Algida, ne presentano solo 21 grammi. Tutti inoltre utilizzano sciroppo di glucosio. Ecco perché è importante leggere l'intera etichetta e poi trarne un bilancio tra tutti gli ingredienti.

Passando invece alla panna, come già ti anticipavo, la media di quella contenuta nei diversi coni è di circa il 5% o il 6%. Ne hanno di più solo il cornetto Algida, che arriva all'8%, e quello a marca Esselunga, che con il 13,5% è l'unico a superare la soglia del 10%. Al lato opposto la confezione Coop, che nonostante abbia un basso contenuto calorico, contiene una buona percentuale di zuccheri e solo il 3,4% di panna.

Ci sono insomma diverse questioni che dovresti tenere in considerazione quando compri un confezione di gelati industriali e ricordarti soprattutto che il problema non sono solo le calorie, ma anche tutti gli altri ingredienti che potrebbero disturbare l'equilibrio del tuo organismo e renderlo più esposto ad alcune patologie.