Coronavirus, l’ostetrica che aiuta le mamme online: “La quarantena? Un’opportunità, soprattutto per i papà”

La quarantena obbligatoria per l’emergenza Covid-19 rischia di isolare anche le neomamme che hanno partorito da pochi giorni, così Valeria Conti, ostetrica libera professionista, ha deciso di offrire consulenze online gratuite per chi ne avesse bisogno.
Gaia Cortese 13 Marzo 2020
* ultima modifica il 22/09/2020
Intervista al Dott.ssa Valeria Conti Ostetrica libera professionista presso Studio Terra Madre

Valeria è un'ostetrica libera professionista. Come è successo per numerosi ambulatori e studi medici, anche il suo studio di arte ostetrica in provincia di Milano ha temporaneamnete chiuso a causa dell'emergenza Covid-19. Non ha però abbandonato le numerose mamme o future mamme che in questo momento potrebbero avere ancora più bisogno di un sostegno, soprattutto psicologico. Valeria si è così messa a disposizione per offrire gratuitamente delle consulenze online per donne che ne avessero necessità in questi giorni di quarantena.

Di cosa ha bisogno una neomamma nelle prime settimane dopo il parto?

Nel dopo parto la mamma ha bisogno di supporto e di sostegno, e possibilmente della presenza di una persona che stia con lei e che l’aiuti dal punto di vista fisico e pratico, ma anche emotivo. La figura più importante è il papà che purtroppo nel dopo parto non riesce a essere molto presente in casa, essendo scarsi i giorni di paternità obbligatoria.

La mamma ha bisogno di aiuto pratico, perché quello che si trova ad affrontare è tutto nuovo. Deve fare conoscenza con il bambino che ha tutta una serie di bisogni dettati dal fatto che ha perso la sua dimensione di utero materno; se prima viveva in una condizione priva di bisogni, non usava i polmoni per respirare ed era completamente contenuto, coccolato e immerso nel liquido amniotico, ora improvvisamente tutto questo scompare e deve trovare una nuova dimensione. Ecco perché la mamma ha bisogno di dedicarsi al 100% al proprio bimbo. Se non c’è un sostegno, per la madre diventa tutto faticoso: cucinare, occuparsi della casa, prendersi cura di se stessa. In questo momento questi compiti dovrebbero passare in secondo piano. E poi, soprattutto nella prima settimana c’è un cambiamento ormonale dovuto all’espulsione della placenta; non ci sono più gli ormoni “positivi” prodotti dalla placenta e inizia una nuova produzione ormonale deputata per la produzione del latte: questo processo provoca spesso degli sbalzi di umore, una condizione fisiologica transitoria conosciuta come baby blues.

I primi 40 giorni post parto dovrebbero essere giorni sacri, da rispettare e da onorare, da trascorrere in maniera assolutamente tranquilla. Molte culture rispettano questo periodo di riposo, ma nella nostra, questa usanza si è persa. Quaranta giorni è il tempo fisiologico per riprendersi dalla nascita, è importante darsi questo periodo di riposo, altrimenti la ripresa potrebbe essere piu faticosa. Questo è anche il periodo più sensibile per iniziare la conoscenza con il proprio bambino, il cosiddetto processo di innamoramento.

Quale ruolo ricopre l’ostetrica in questo momento?

L’ostetrica è in questo momento delicato una figura di riferimento per la neomamma. In questo periodo inizia l’allattamento al seno e quindi è bene che qualcuno controlli che tutto prenda il ritmo giusto, che arrivi la montata lattea, che il bambino si attacchi bene al seno e che la sua alimentazione si adegui alla nuova situazione.

"Informare le neomamme è un modo per farle sentire piu sicure e per evitare l’isolamento".

L’ostetrica si accerta poi che le condizioni fisiche della mamma siano buone, che le perdite ematiche si fermino e che l’utero riprenda l’assetto che aveva prima della gravidanza. Parlare con la mamma è fondamentale perché in questo modo le si dà il giusto sostegno nell’accudimento del neonato. La mamma può avere bisogno di un’assistenza nella cura del bambino, dai cambi del pannolino al bagnetto; o semplicemente di sapere come poterlo contenere nel modo migliore, perché abbracciarlo o perché fa bene ad entrambi stare insieme sdraiati nel letto.

L’ostetrica quindi può recarsi a domicilio, perché anche nel primo periodo post parto le mamme possono non sentirsi nella miglior forma fisica per uscire a fare una passeggiata all’aperto: la muscolatura del pavimento pelvico può non essere pronta per stare a lungo in piedi, ed è bene garantirsi il giusto riposo.

Come è possibile aiutarle a distanza?

In questo momento sia io che le altre ostetriche libere professioniste ci siamo organizzate con le consulenze online; prendiamo in carico la donna attraverso una videochiamata e cerchiamo di dare tutte le indicazioni possibili che ci vengono richieste. Solo se c’è una vera urgenza, dove ci sono problemi per l’allattamento al seno che non si riescono a risolvere, ci rechiamo al domicilio della neomamma con i dispositivi di protezione individuale e sempre attenendoci a tutte le norme vigenti.

Come sta andando?

Reali urgenze al momento per fortuna non ce ne sono state. Sono per lo più problemi legati all’allattamento al seno, alla comparsa di ragadi o al fatto che il bambino sembra non attaccarsi bene. Io mi aiuto con un bambolotto e, per esempio, riesco a mimare la posizione corretta per allattare; così facendo, aiuto le mamme in difficoltà. Stiamo pensando di non limitarci solo alle consulenze online, ma anche di organizzare corsi preparto e post parto, come per esempio quello dedicato al massaggio neonatale. Informare è un modo per farle sentire piu sicure e per evitare l’isolamento. Stiamo provando anche a sviluppare uno spazio virtuale gratuito dove le future o neo mamme possano ritrovarsi, un’alternativa allo spazio allattamento che abbiamo in studio.

Queste mamme hanno bisogno anche di un sostegno psicologico?

È capitato. In questo momento la paura più comune tra le mamme è quella di essere contagiate dal coronavirus, ma è una paura che nasce già in gravidanza: paura di contagiare se stesse e il bambino o di essere contagiati entrambi in ospedale. Il compito dell’ostetrica è di rassicurarle.

Ma c’è anche un risvolto positivo in questa emergenza, nello specifico in questa quarantena obbligatoria, e potremmo viverla anche come un’opportunità. Non solo per provare a vivere le prime settimane post parto in modo più intimo, all’interno della famiglia, ma anche come opportunità per i papà che forse in questo momento sono a casa con la mamma e che per questo motivo non solo possono darle un sostegno, ma anche non perdersi le prime fasi di vita del neonato e coinvolgere nel suo accudimento, eventuali altri fratelli o sorelle presenti in famiglia.

Valeria Conti
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