Coronavirus: un vademecum per riconoscere le fake news e non farti fregare

Il treno carico di Covid-19, la cura segreta che nessuno ti vuole dire, Putin che minaccia di mettere in carcere chi non rispetterà la quarantena sono tutte notizie false. Non farti fregare: sii tu a fregare loro. Ecco 8 regole per non cascarci.
Giulia Dallagiovanna 26 marzo 2020
* ultima modifica il 26/03/2020

Un rapido bip del cellulare. Sullo schermo ti è appena comparsa una notifica di Whatsapp: è un messaggio che rimanda a un video di un non ben noto serio professionista che ti spiega come non dovresti avere paura di contrarre il Coronavirus, perché solo così puoi diventare immune. Altro che vaccini. Poi vai su Facebook e scopri che il presidente russo Vladimir Putin nel corso di una conferenza stampa ha detto: "Decidete, o 15 giorni di quarantena o 5 anni di carcere". E pensi che ha proprio ragione, che è così che si dovrebbe fare. Ah no, però, aspetta, un video su Youtube ti sta mostrando un treno merci che trasporta chiaramente Covid-19, proprio come mostra la scritta su uno dei vagoni. A questo punto non sai più a chi e a cosa credere, dove sia la verità. Ti senti perso, atterrito, senza speranza verso nulla. È in questo momento che gli autori delle fake news, che poi diventano virali, hanno vinto. E allora, è arrivata l'ora di fregarli: ecco un vademecum da seguire passo passo per non cascarci più.

Attento al titolo

Di solito una notizia falsa la si riconosce già dal titolo. Un esempio potrebbe essere: "Coronavirus, la cura segreta che non ti vogliono far scoprire". Oppure: "Il Coronavirus è un'arma di una guerra batteriologica". Magari con qualche parola in maiuscolo e diversi punti esclamativi. Sono frasi che ti indignano, ti spaventano, ti fanno arrabbiare. Ti sembra insomma che delle potenze non ben specificate, di norma gli Stati Uniti, stiano manipolando questa epidemia per conquistare il mondo, o per controllare la popolazione o per altri scopi terribili. E tu ti senti impotente e non puoi far altro che condividere i tuoi sentimenti ripostando a tua volta l'articolo. Ecco non farlo e non contribuire anche tu alla disinformazione.

Ti svelo un segreto: se un qualunque giornale, compresi i quotidiani più famosi che tu magari consideri servi del regime (vero che lo hai pensato?), avessero in mano prove concrete che dimostrino anche solo una di queste illazioni, le avrebbero già pubblicate. Un'inchiesta di questo tipo, e parliamo di centinaia di pagine di documenti, non di un articoletto scritto in italiano sgrammaticato, permette di vincere dei premi, di accrescere in modo incredibile la propria fama, di guadagnarsi lettori più o meno fino alla fine dei tempi. Permette, insomma, di fare il botto. Perché nessuno di loro ha ancora fatto uscire queste notizie? Perché sono false.

Un titolo troppo sensazionalistico, che mira a suscitarti emozioni forti, legate al tuo istinto più che alla tua razionalità, nel 99% dei casi è falso. Se poi compare anche la parola SHOCK in maiuscolo, allora si arriva serenamente al 100%.

La data di pubblicazione

Non di rado capita che in momento delicato per un Paese, come può essere una campagna elettorale o un'epidemia appunto, vengano riproposte fake news vecchie, magari riadattate al momento. Controlla quindi sempre la data di pubblicazione di quell'articolo: se non è di quei giorni allora è, quantomeno, inutile.

Risposte semplici non esistono

Purtroppo quando il problema è complesso, anche la soluzione è lenta e difficile. Te ne sarai accorto anche tu, durante la tua vita. Se hai affrontato un periodo di ristrettezze economiche, non hai superato l'ostacolo stampando banconote per conto tuo. E lo stesso vale per la politica o per la sanità. In questo momento ad esempio non c'è ancora una cura contro il Coronavirus, né un vaccino che ti vogliono tenere segreto, né una pillola che non ti farà ammalare.

Se conoscessero la cura, l'avrebbero già messa in commercio: immagina il guadagno

Sarà necessario diverso tempo prima che si possa individuare un farmaco che possa davvero essere efficace contro il Covid-19. Quelli che si stanno testando in questi giorni, servono solo come supporto, per diminuire l'infiammazione e prevenire le complicanze più gravi. A differenza dei batteri, i virus non sono bersagli che si colpiscono facilmente. Nemmeno per l'influenza esiste una cura, ma solo medicinali che leniscano i sintomi. Trovo quindi difficile pensare che il segreto si nasconda in una pillola magica. Inoltre, se qualcuno l'avesse davvero scoperta, l'avrebbe già commercializzata: ti rendi conto di quale guadagno si sta parlando?

Infine, vitamina C, D e altre sostanze nutritive sono sicuramente d'aiuto al tuo sistema immunitario, ma non faranno scomparire l'infezione da un giorno all'altro. Anche se passi un inverno a bere spremute d'arancia, potresti comunque prenderti il raffreddore.

Controlla le fonti

Arriviamo ora al punto più importante: le fonti. Te lo avrà detto anche il tuo professore alle superiori, ogni informazione deve essere supportata da fonti attendibili. In questo caso, parliamo di medici, ricercatori, studi scientifici e istituzioni. Tutto ciò che esula da questi pilastri è molto probabilmente falso.

Per la verità il problema non si pone neanche: di solito le catene su Whatsapp o le immagini condivise sui social non hanno nessuna fonte. Putin ha detto che se non si rispetta la quarantena si finisce in carcere? Ah si? E quando lo avrebbe fatto? Dov'è il video della conferenza stampa in cui scandisce esattamente questa frase? Non c'è, perché è un falso.

Ti è arrivato il messaggio da un tuo contatto o da un numero sconosciuto (succede anche questo) in cui qualcuno avrebbe controllato di persona e appurato che in nessuno ospedale lombardo ci sono dei migranti ricoverati? E chi è questo investigatore? Perché non si firma? Dove sono i dati o le prove della sua indagine? Se a tutte queste domande non trovi risposta, sei di fronte a una fake news.

Usa Internet, bene

Le fake news ci sono sempre state, ma oggi ti stanno letteralmente bombardando da ogni lato. Motori di ricerca, social network, chat, mail. Non sai più come difenderti. Eppure il più grande sistema immunitario contro questo virus molto pericoloso è il tuo cervello e la capacità di utilizzare gli strumenti che hai a disposizione. Ma sei tu a doverli padroneggiare e non il contrario.

Controlla quindi su Internet chi è quella persona a cui si attribuisce il tal audio di Whatsapp: esiste davvero? È chi dice di essere? Vai a vedere l'esatta qualifica del protagonista dell'ultimo video di Youtube che sconfessa tutte le ipotesi avanzante dai ricercatori autorevoli. L'ultimo di cui sono a conoscenza era laureato in moda. Non proprio uno specialista, direi.

Non condividere, se non sei sicuro

Abbiamo tutti paura, siamo tutti stressati da questa situazione e ciascuno di noi non veda l'ora che finisca. Non condividere notizie delle quali non sei sicuro, perché contribuiscono ad accrescere l'ansia e lo smarrimento nelle persone. E questa è l'ultima cosa di cui hanno bisogno. Anche tu hai un ruolo molto importante in questa battaglia: usalo bene.

Non sei un medico, accettalo

In Italia abbiamo un po' questa abitudine, ammettiamolo. Siamo tutti gli esperti di tutto. Quando gioca la Nazionale, siamo dei perfetti allenatori. Quando c'è un problema economico, sfoderiamo la nostra laurea immaginaria alla Bocconi. E ora che siamo di fronte a un'epidemia possiamo vantarci di diverse specializzazioni in Virologia, Infettivologia e Immunulogia. Naturalmente, inesistenti.

Però ogni tanto arriva il momento di ammettere che non siamo nessuna di queste figure professionali. Probabilmente sappiamo fare il nostro lavoro, e bene. Ma rispetto a quello degli altri ogni tanto conviene tacere. Devi accettare che ci sono degli aspetti che non puoi cogliere, delle nozioni che non puoi possedere. Ti devi fidare di chi ne sa più di te.

Non farti fregare

Le fake news danneggiano prima di tutto te e poi l'intera comunità. Sono un grande presa in giro. Ti fanno del male, stimolando la tua ansia e la tua rabbia e trovandoti un nemico contro il quale riversarla. Tutto dal tuo computer, però, perché per il resto ti sentirai ancora più impotente. Dunque non farti fregare: sii tu a fregare loro.

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.