Cosa devi fare quando ti graffi sugli scogli?

Piccoli incidenti che capitano ogni estate. Che si tratti della puntura di una medusa o di un graffio sullo scoglio, conoscerai sicuramente tanti “rimedi” della nonna. Ma qual è il modo giusto di curare una piccola ferita come questa ed evitare che si infetti e la situazione peggiori? Vediamolo insieme.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinologo
15 Giugno 2021 * ultima modifica il 15/06/2021

Si è ufficialmente aperta la stagione balneare e, dopo un altro anno passato prendendo le varie precauzioni per evitare i contagi, non si vede l’ora di potersi godere un po’ di mare. Si sa, però, che gli scenari sono diversi, variano a seconda che si scelga di andare in una spiaggia di sabbia oppure sugli scogli. Ma quali insidie si nascondono per chi ama gli scogli? Non è infrequente scivolare o cadere o magari essere trascinati dalle correnti e ferirsi su queste superfici. Le leggende sono tante su quale sia il metodo migliore per curare una ferita del genere; vediamo insieme come ci si deve comportare! Vi sono vari fattori da considerare:

  • Dimensione della ferita: spesso si tratta di piccoli graffi o escoriazioni facilmente trattabili. Possiamo comunque ritrovarci di fronte a ferite più profonde che possono, in alcuni casi, arrivare a interessare anche il muscolo.
  • Ambiente in cui è avvenuto: non tutte le zone scogliose presentano le stesse caratteristiche. Ci sono luoghi in cui la presenza umana ha favorito la proliferazione di diverse specie batteriche e quindi l’ambiente risulterà meno sicuro.
  • Aspetto della ferita: le caratteristiche che contraddistinguono la ferita possono essere diverse. Ci può essere edema (gonfiore), sanguinamento, i lembi possono essere distanti e così via.

Come comportarsi quindi?

In primo luogo bisognerà osservare le caratteristiche della ferita (se vi è sanguinamento, quant’è profonda, se è sporca e via dicendo) per capire se sia il caso o meno di rivolgersi a un medico. Dopodiché si andrà a medicare. Sarà opportuno lavarsi bene le mani prima di effettuare la disinfezione, per evitare di contaminare la ferita con germi presenti su di esse. Poi bisognerà lavare la zona con acqua per rimuovere eventuali microrganismi e infine si potrà procedere utilizzando prodotti alcolici e coprendo la parte interessata con garze sterili o cerotti.

Attenzione però: l’acqua di mare non possiede caratteristiche di sterilità che la rendono adatta a “disinfettare” la zona! Spesso sono presenti microrganismi che possono provocare infezioni che peggioreranno il quadro clinico (per questa ragione è importante considerare l’ambiente in cui ci si trova: vicino a scarichi, zone in cui le acque sono calde e quindi è più semplice che si sviluppino batteri e via dicendo). Nel caso in cui la lesione si dovesse presentare gonfia, infiammata, estesa, sporca e via dicendo, sarà necessario recarsi in pronto soccorso per ricevere cure adeguate alla situazione.

Insomma, prestate la massima attenzione e portate sempre con voi qualche garza sterile, una soluzione non alcolica (anche acqua imbottigliata) e una soluzione alcolica per la disinfezione

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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