Creme doposole: qual è la migliore per il tuo corpo? Un’analisi cerca di capirlo

Sai cosa contengono i doposole che acquisti con tanta leggerezza al primo negozietto? Se non ti è mai interessato granché, forse dovresti iniziare a considerare gli ingredienti che questi prodotti possono contenere. E questa analisi del Salvagente potrà darti un assaggio di cosa si cela dietro quel tubetto colorato.
Sara Del Dot 18 luglio 2020

Quando si tratta dell’estate, ultimamente il dibattito tende a concentrarsi sulle creme solari: quali proteggono di più e quali invece non fanno il loro lavoro come dovrebbero? Sono inquinanti oppure ne esistono delle varietà più amiche dell’ambiente? E alla grande attenzione alle creme protettive che tutti dovremmo mettere quando ci troviamo sotto il sole, si affianca un interesse decisamente minore nei confronti di quei prodotti che invece dovremmo mettere per idratare (e quindi proteggere) la nostra pelle dopo essere stati esposti. I doposole, le creme idratanti necessarie per evitare di assomigliare a delle prugne secche dopo essere stati in spiaggia, infatti, possono essere di vario genere e contenere sostanze più o meno consigliate sia per la nostra salute sia per il Pianeta. Per incentivare la consapevolezza nei nostri consumi anche in merito a questi prodotti la rivista il Salvagente ha deciso di analizzare sette tipi diversi di doposole per individuare gli ingredienti potenzialmente dannosi che contengono.

I risultati dell’analisi sono decisamente variegati: al primo posto, con definizione “ottimo”, il Salvagente ha posizionato la crema Geomar Biolatte, che contiene soltanto il Benzyl Alcohol un conservante solvente e antimicrobico di origine comunque naturale e autorizzata nei prodotti biologici.

Sulla linea dei “medi” troviamo invece Prep dermoprotettivo doposole rinfrescante lenitivo, e Nivea doposole sensitive, che contengono rispettivamente due sostanze conservanti. Nello specifico, il Prep contiene il Phenoxyethanol, un conservante antimicrobico che può provocare effetti neurotossici e irritanti (classificato come nocivo), e il già citato Benzyl Alcohol. Nel Nivea sensitive invece troviamo ancora il Phenoxyethanol e anche Linalool e Cytral, sostanze potenzialmente allergizzante che deve essere segnalata in etichetta per legge.

È definito mediocre poi Nivea Doposole Hydrate, che contiene tre sostanze potenzialmente nocive come Dimethicone, un silicone, il Phenoxyethanol e Linalool, Citral, Parfum, sempre parte delle 26 sostanze allergizzanti elencate dall’Unione europea.

In fondo alla lista, classificati come “scarsi”, ben tre prodotti, quali:

  • Bilboa doposole superbronze, che contiene Cyclopentaxiloxane, possibile interferente endocrino, Disodium Edta, un sale dell’Edta nocivo per l’ambiente e irritante per gli occhi, Butylhydroxytoluene, un conservante antiossidante sospettato di essere un perturbatore endocrino, Dmdm Hydantoin, conservante antimicrobico liberatore di formaldeide che è potenzialmente cancerogena, e altre sostanze allergizzanti dell’elenco dell’Unione europea, Benzyl Salicylate e Buthylphenyl Methylpropional.
  • Seysol perfezione solare gel doposole illuminante, contenente ben sette ingredienti potenzialmente nocivi (Cyclopentaxiloxane, Ciclohexasiloxane, CI 77891, possibile agente cancerogeno, Methylparaben, potenziale interferente endocrino, Ethylparaben, Propylparaben, Butylparaben).
  • Garnier Ambre Solaire doposole, forse il più controverso di tutti contenendo al proprio interno numerosissimi elementi “ambigui” come ad esempio Disodium Edta, Butylhydroxytoluene, Dmdm Hydantoin, Benzyl Salicylate, Buthylphenyl Methylpropional, Paraffinum Liquidum, olio minerale e agente occlusivo, Peg, che rende permeabile la pelle favorendo l’assorbimento di sostanze nocive, Phenoxyethanol e Methylparaben.