Crisi climatica: ci sono 16 punti di non ritorno e 5 di questi sono già molto vicini

Cinque i questi saranno superati con un riscaldamento globale appena superiore agli 1,5 gradi, quindi tra poco.
Gianluca Cedolin 28 Settembre 2022

Negli ultimi anni gli scienziati, ma anche le istituzioni e i cittadini, stanno familiarizzando, purtroppo, con il concetto di punto di non ritorno climatico (Climate tipping points).

Si tratta di eventi ambientali e climatici causati dalla crisi climatica che, quando avverranno, avranno conseguenze irreversibili, con un effetti molto pericolosi per il nostro futuro. Un recente studio uscito su Science ha messo insieme oltre 200 articoli scientifici pubblicati a partire dal 2008, identificando ben 16 punti di non ritorno e stabilendo con quale aumento di temperatura saranno superati.

Molti di questi saranno superati con un riscaldamento globale di poco superiore agli 1,5°C rispetto all'era preindustriale, quindi anche considerando raggiunti gli obiettivi degli accordi di Parigi (in base a cui dobbiamo limitare il riscaldamento globale entro i 2 gradi e preferibilmente entro gli 1,5).

In particolare, cinque di questi tipping points preoccupano molto già oggi: si tratta del collasso della calotta glaciale della Groenlandia e di quella dell'Antartide occidentale, la morte delle barriere coralline tropicali, il disgelo del permafrost nel nord del Pianeta e il collasso della banchisa del mare di Barents.

Questi cinque punti di non ritorno saranno superati con un aumento tra gli 1,5° e i 2° considerando che siamo attualmente a 1,1°, che le temperature continuano a crescere e soprattutto che la lotta alla crisi climatica e all'abbassamento delle emissioni non viene ancora condotta in maniera sufficiente nel mondo, è facile pensare che nei prossimi anni potranno esserci stravolgimenti gravi.

Gli altri undici punti di non ritorno individuati dallo studio saranno superati via via all'aumentare della temperatura. Alcuni, fortunatamente, sono molto lontani, cioè arrivererebbero solo con un aumento di 6-8°, altri invece molto prima.

Questi sono, in ordine: il collasso del mare di Labrador, la perdita dei ghiacciai di montagna, lo shift dei monsoni nell'Ovest dell'Africa, il collasso dei ghiacciai dell'Antartide orientale, il deperimento della foresta pluviale amazzonica, il collasso del permafrost settentrionale, il collasso della corrente atlantica, il deperimento della foresta boreale, il collasso del ghiaccio invernale nel mare Artico e infine il collasso dello strato di ghiaccio nell'Est dell'Antartide.