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12 Maggio 2020
17:45

Dal Niger, il capovaccaio Sara torna nei cieli del Sud Italia: la speranza è che nidifichi visto il rischio estinzione

Sara, dopo migliaia di chilometri in volo, è finalmente in Italia. La speranza della Lipu, per salvaguardare la specie nel nostro Paese, è che il capovaccaio decida di nidificare proprio qui, quasi a simboleggiare un ringraziamento per le cure ricevute negli scorsi anni in Puglia.

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Dal Niger, il capovaccaio Sara torna nei cieli del Sud Italia: la speranza è che nidifichi visto il rischio estinzione
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Un esemplare tornato in libertà si gode il suo viaggio per il mondo, contando da tempo ormai soltanto sulle sue forze. Questa è la storia di Sara, una femmina di capovaccaio che ha percorso 4mila chilometri attraversando mari e deserti. L'esemplare è partita il 18 marzo dal Niger e da poco ha raggiunto l'Italia: fu liberata all'età di 5 anni nell'Oasi Lipu di Gravina di Laterza, in provincia di Taranto.

La speranza è quella che possa tornare nella riserva che le ha permesso di crescere e di spiccare definitivamente il volo, perché no anche per covare delle uova. La sua storia è stata raccontata dalla Lipu per sensibilizzare il tema della conservazione e la salvaguardia della specie visto che secondo l'Iucn italiano è "in pericolo critico".

La storia di Sara

Sara fu rilasciata 5 anni fa nel canyon della Gravina di Laterza per tornare in Africa. L'importanza della specie, a distanza di 5 anni, è fondamentale perché a partire dal quinto anno di vita il capovaccaio nidifica: la speranza, infatti, è proprio che l'esemplare decida di covare in Italia, in modo da aumentare la popolazione.

Il commento

Attualmente nel Meridione sono state classificate soltanto 10 coppie di capovaccaio ed è per questo che la specie è stata indicata a rischio estinzione. Il capovaccaio è un uccello migratore che raggiunge l'Italia durante la primavera.

Sull'arrivo di Sara in Italia si è espresso il direttore Area Conservazione Natura della Lipu, Claudio Celada: "Come accade ogni anno fedeli alle loro abitudini evolutive e biologiche, gli uccelli migratori tornano tra noi. Hanno già attraversato la nostra penisola molti rapaci veleggiatori, così come i limicoli, gli anatidi e gli uccelli canori, che migrano in prevalenza di notte, mentre altri stanno arrivando proprio in questi giorni, dopo un viaggio colmo di minacce vecchie e nuove che li mettono a rischio". 

Giornalista pubblicista dal 2018, sono laureato in “Metodi e Linguaggi del Giornalismo”. Prima di arrivare a Ohga ho lavorato anche con altre testate giornalistiche occupandomi soprattutto di news e attualità. Interessato alle tematiche ambientali e ai cambiamenti climatici, appassionato delle novità del mondo green, porgo lo sguardo verso le curiosità dall’Italia e dal mondo. Amo molto viaggiare e conoscere nuove realtà, usi e costumi dei luoghi che visito. Verifica delle notizie e cura delle fonti sono il punto di partenza per chi vuol fare questo mestiere, cercando di offrire dei contenuti di qualità ai lettori.