video suggerito
video suggerito
1 Maggio 2020
15:00

Dalle foglie dell’ananas nasce un materiale 100% biodegradabile per bicchieri e contenitori

Una carta che nasce dall’utilizzo, o meglio, dal riutilizzo delle foglie dell’ananas che altrimenti verrebbero buttate via. Un’invenzione rivoluzionaria nata nelle Filippine che è già stata premiata a New York.

399 condivisioni
Dalle foglie dell’ananas nasce un materiale 100% biodegradabile per bicchieri e contenitori
Immagine

Non le mangi, non le recuperi, non le inserisci tra gli ingredienti dei piatti anti-spreco. Le foglie dell’ananas sono il classico scarto alimentare impossibile da riutilizzare, che finisce sistematicamente nel bidone dell’umido in attesa di trasformarsi in compost. Tuttavia di recente è stata avanzata un’altra ipotesi di destinazione di queste componenti all'apparenza inutili, una destinazione decisamente più utile della spazzatura e che si inserisce in una prospettiva di economia circolare.

L’idea viene da alcuni ricercatori delle Filippine, luogo del mondo in cui la produzione e il consumo di ananas sono molto elevati, che sono riusciti a creare una carta utilizzando proprio gli scarti delle foglie, perfetta per la realizzazione di bicchieri e contenitori 100% biodegradabili e quindi non inquinanti.

Si chiama Pinyapel (dal filippino “pinya”, ananas e “papel”, carta) e rappresenta la nuova frontiera dell’economia circolare, quella che consente ai frutti della terra di tornare alla terra dopo aver contribuito ancora una volta a risparmiare al mondo un po’ di inquinamento plastico.

Nel 2019, infatti, l’invenzione è stata anche premiata al D&AD Future Impact Awards di New York, un riconoscimento dedicato alle invenzioni sostenibili. Uno dei suoi principali vantaggi riguarda il fatto che questo materiale è in grado di biodegradarsi molto più in fretta rispetto alla carta, e che a differenza del materiale di cui solitamente sono composti i bicchieri “sostenibili”, questo non prevede in alcun modo la presenza anche della più piccola parte di materiale plastico.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.