Dieta a zona: come funziona tra blocchi e miniblocchi di carboidrati, proteine e grassi

Quella a zona è una dieta che non costringe a pesare gli alimenti sulla bilancia. Sarà per questo che molte star si sono fatte conquistare da questo regime alimentare. Di cosa si tratta? Funziona davvero per dimagrire? Scopriamolo insieme.
Gaia Cortese 18 aprile 2019

Sono passati più di venti anni da quando nelle librerie spiccava il libro “Come raggiungere la zona" (in lingua originale "Enter the zone") di un tale che si chiamava Barry Sears. Non si trattava di un libro su strategie o tattiche sportive, bensì di una guida che illustrava i principi di un regime alimentare preciso: la dieta a zona. Alla base di tutto l'idea che un certo tipo di alimentazione possa essere un vero e proprio alleato per essere in perfetta forma ed essere al massimo dell’efficienza. Da questo concetto è nata l’intuizione per la dieta a zona, un regime alimentare basato sulla riduzione della produzione di insulina che, secondo Sears, è responsabile della trasformazione di carboidrati in eccesso adiposo, e sul controllo degli eicosanoidi, un gruppo di ormoni che, come nel caso di tutti gli ormoni, svolgono la funzione di messaggeri chimici.

I benefici della dieta a zona

Secondo Barry Sears la dieta a zona permette di raggiungere diversi obiettivi: non solo a livello fisico in termini di tonicità muscolare, resistenza alle infezioni (anche se non è chiaro come si sia giunti a questa conclusione), maggiore fluidità del sangue e vasodilatazione, ma anche sul piano della concentrazione, della lucidità mentale e dell’efficienza cerebrale. Sempre secondo il biochimico e ricercatore statunitense la dieta a zona migliorerebbe anche l’umore e la qualità del sonno e, last but not least, consentirebbe un controllo ottimale del peso corporeo. Insomma, mancano solo i super poteri.

Cosa sono i blocchi della dieta a zona

Se hai già sentito parlare della dieta a zona, avrai sentito anche parlare del metodo della mano o molto più probabilmente del metodo a blocchi. Vediamo di cosa si tratta.

Il metodo della mano

Se vuoi seguire la Zona senza impazzire a pesare gli alimenti con la bilancia, puoi adottare il metodo della mano. In pratica, la quantità delle proteine assunte deve corrispondere all’estensione e allo spessore del tuo palmo (senza considerare le dita!). Il resto del piatto potrai colmarlo con verdure a tuo piacere. Per quanto riguarda i carboidrati come pasta, riso e pane la quantità dovrà corrispondere al tuo pugno, mentre se si tratta di carboidrati della frutta potrai considerare due pugni come quantità consentita. Non sarà un metodo troppo preciso, ma sicuramente molto più facile da mettere in pratica, soprattutto nel caso ti trovassi fuori casa, senza la possibilità di pesare il cibo sulla bilancia.

Il metodo a blocchi

Il blocco è uno strumento per “misurare il cibo” e suddividerlo nell’arco della giornata in modo corretto. Un blocco è costituito da 3 miniblocchi: un miniblocco di carboidrati (che apporta il 40% delle calorie totali della giornata, e corrisponde a 9 grammi); un miniblocco di proteine (che apporta il 30% delle calorie totali, e corrisponde a 7 grammi); un miniblocco di grassi (che apporta il 30% delle calorie totali, e corrisponde a 3 grammi). Un miniblocchetto di grassi, per esempio, può corrispondere a 3 mandorle, oppure un cucchiaio di avocado, o 2 noci piccole. Ora hai capito perché quando si nomina la dieta a zona si sente tanto parlare della formula 40-30-30. Ogni blocco apporta circa 100 calorie: uno spuntino è composto da un blocco, mentre un pasto principale è formato da più blocchi (dai 3 ai 4 blocchi, ma il numero può variare da persona a persona a seconda anche dell'attività fisica svolta). Il minimo giornaliero di blocchi è generalmente di 11.

Dieta a zona in gravidanza

Se hai appena iniziato la dieta a zona e hai scoperto di essere in dolce attesa, la cosa migliore è interromperla e rimandarla di qualche mese. In gravidanza i carboidrati sono essenziali, non solo per la mamma, ma anche per consentire il buon sviluppo del feto. Si può tenere sotto controllo l'aumento del peso corporeo semplicemente seguendo una dieta alimentare sana ed equilibrata, evitando alimenti troppo calorici come dolci e fritti. Ad ogni modo, è sempre meglio non improvvisare diete di qualsiasi genere, ma sempre rivolgersi al proprio ginecologo o ad uno specialista nutrizionista.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito il parere sull'argomento della Dottoressa Silvia Soligon, Biologa Nutrizionista: "Tutte le diete ipocaloriche fanno dimagrire. Per perdere peso in modo sano è però necessario fornire all'organismo la corretta proporzione di ciascun nutriente, e da questo punto di vista la Dieta Zona si discosta dalle attuali raccomandazioni per una sana alimentazione. Riassunte nei Larn (i livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) della Società italiana di nutrizione umana (Sinu), queste raccomandazioni prevedono che i carboidrati rappresentino dal 45 al 60% delle energie introdotte nel corso della giornata, mentre la Dieta Zona prevede di limitarli al 40%. Inoltre prevede che le proteine corrispondano al 30% delle calorie assunte, mentre il fabbisogno di proteine di un individuo non viene calcolato in base alle calorie consumate quotidianamente, ma in base al suo peso ideale. Infine, la dieta Zona non è semplice da seguire: secondo i suoi principi ogni pasto dovrebbe rispettare la regola del 40-30-30, cioè fornire il 40% di carboidrati, il 30% di grassi e il 30% di proteine. Per farlo si finisce per essere costretti ad acquistare prodotti (pasta inclusa) opportunamente formulati per rispettare questa regola. Ma una dieta per funzionare non deve essere necessariamente complicata, anzi: tanto più è difficile da seguire tanto più scoraggerà chi vuole intraprenderla".