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25 Luglio 2019
12:00

Donald Trump lancia cannucce di plastica come gadget elettorale… a dispetto dell’ambiente!

Definendole “riciclabili e riutilizzabili”, il tycoon ha lanciato pacchetti da 10 cannucce al costo di 15 dollari per sostenere la corsa alle presidenziali 2020. Senza tenere in conto che si tratta di uno dei rifiuti plastici più prodotti al mondo.

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Donald Trump lancia cannucce di plastica come gadget elettorale… a dispetto dell’ambiente!
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Solo il 9% della plastica prodotta sul pianeta viene poi realmente riciclata. E le cannucce rappresentano uno dei rifiuti maggiormente accumulati (e poco differenziati) nel mondo. Forse perché di rapidissimo utilizzo, forse perché piccole e super economiche è molto facile che, dopo un solo uso, le cannucce vengano gettate nel primo cestino senza spingere i cittadini a cercare un bidone della differenziata. E considera che nel mondo ne vengono utilizzate circa un miliardo al giorno. Lascio a te i conti del loro impatto ambientale.

Fa quindi arrabbiare il fatto che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia lanciato, nella campagna per la sua rielezione alla presidenza per il 2020, un gadget decisamente poco sostenibile. Si tratta di un pacco da 10 cannucce di plastica rosse, marchiate Donald Trump, al prezzo di 15 dollari l’uno accompagnate dallo slogan:

“Le cannucce fatte di carta dei liberal non funzionano. Sostieni il Presidente Trump e compra oggi il tuo pacco di cannucce riciclabili!”

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Uno screen del sito di Donald Trump in cui mette in vendita le cannucce di plastica

Per “riciclabili” intende che possono essere buttate nella raccolta differenziata ed eventualmente avviate a seconda vita e con “riutilizzabili” il fatto che possono essere usate più di una volta, cosa che con le cannucce di plastica sono in pochissimi a fare considerata la loro natura fondamentalmente monouso.

Un’iniziativa, quella del Presidente, che non dovrebbe stupire particolarmente considerata la linea politica già contraddistinta da una scarsa sostenibilità ambientale.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.