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10 Marzo 2021
12:30

Dopo 100 anni ricompare l’ape ammantata australiana, ma forse è a rischio di estinzione

Predilige un particolare habitat e specifiche piante dove trovare nutrimento. Forse è per questo che l'ape ammantata autoctona australiana sembrava essere scomparsa, quasi estinta. Eppure, oggi che è stata "riscoperta", sembra essere davvero a rischio di estinzione, a causa dei numerosi incendi che hanno colpito la costa orientale dell'Australia.

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Dopo 100 anni ricompare l’ape ammantata australiana, ma forse è a rischio di estinzione
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Pare una beffa. Un’ape che non si fa vedere per quasi un secolo ricompare, ma è a rischio di estinzione. Si tratta dell’ape ammantata australiana autoctona, la Pharohylaeus lactiferus, che sembrava essersi estinta, ma è sempre stata dove doveva stare, sulla costa orientale del continente australiano.

A ripercorrere le fasi della lunga ricerca sul campo di questa rara ape, è lo studio “Missing for almost 100 years: the rare and potentially threatened bee, Pharohylaeus lactiferus (Hymenoptera, Colletidae)”, pubblicato sul Journal of Hymenoptera Research, da James Dorey della Flinders University e del South Australian Museum di Adelaide.

Sulla base della mancanza di avvistamenti recenti, Olivia Davies e Tobias Smith, entrambi esperti di api, avevano ipotizzato che la specie si fosse estinta. Fortunatamente, James Dorey è riuscito a trovare l’ape ammantata P. lactiferus durante un importante lavoro di campionamento di oltre 225 siti unici sulla costa orientale. Ma perché questa specie di ape è scomparsa per così tanto tempo? È semplicemente una specie rara, difficile da trovare o forse è minacciata?

Molte api australiane sono difficili da identificare a livello di specie, ma la Pharohylaeus lactiferus è un’ape mascherata di bianco e nero (la parola “pharo” significa “ammantato”, infatti, i primi tre segmenti addominali di queste api si sovrappongono agli altri e assomigliano a un mantello) e pertanto si distingue bene dalle altre.

“È probabile che la perdita di habitat e la frammentazione delle foreste pluviali australiane, insieme agli incendi e al cambiamento climatico, esercitino pressioni su questa e altre specie di invertebrati, spingendole verso l’estinzione – ha spiegato James Dorey -. Tre popolazioni di Pharohylaeus lactiferous sono state trovate campionando le api che visitano le loro specie vegetali preferite lungo gran parte della costa orientale australiana, suggerendo l’isolamento della popolazione”.

Dalla colonizzazione europea a oggi, l’Australia ha già disboscato oltre il 40% delle foreste e dei boschi, lasciando gran parte del territorio frammentato e degradato.

A spiegare la rarità di P. lactiferus può essere quindi l’habitat altamente frammentato e il fatto che questa ape abbia bisogno di specifiche piante che sono state trovate solo vicino alla foresta pluviale tropicale o subtropicale: l'albero della ruota di fuoco (Stenocarpus sinuatus) e l'albero della fiamma di Illawarra (Brachychiton acerifolius).

Tuttavia, come spiega Dorey, nelle regioni dove vive questa ape, le foreste pluviali hanno subito sia la distruzione che la frammentazione dell’habitat sin dai tempi della colonizzazione europea. Queste foreste pluviali sono bruciate in tutto il Queensland ogni anno tra il 1988 e il 2016, e gli incendi che si sono verificati recentemente tra il 2019 e il 2020 hanno bruciato quasi il doppio dell'area di qualsiasi anno precedente. Per alcune specie di api questo potrebbe non essere un problema, ma per una specie che richiede un habitat specifico e specifiche piante, potrebbe significare l’estinzione.

Per conoscere meglio e quindi proteggere queste meravigliose specie di api, occorre incrementare non solo il monitoraggio della specie e gli sforzi di conservazione, ma anche altre iniziative come i finanziamenti per la cura dei musei e la digitalizzazione delle loro collezioni. L’Australia ospita 1.654 specie di api autoctone, ma quest'ultime sono spesso meno considerate rispetto ad altre specie maggiormentye diffuse in Europa.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.