Dopo il divieto, arrivano anche le sanzioni per chi tiene il cane legato alla catena: la Campania approva il giro di vite

Il consiglio regionale ha dato luce verde all’emendamento: da oggi, chi verrà sorpreso a detenere cani o altri animali alla catena o a un altro strumento di contenzione, sarà punibile con una sanzione importante, che parte da un minimo di 300 euro per arrivare alla pena massima fissata a 2mila euro.
Kevin Ben Alì Zinati 4 Giugno 2021

I maltrattamenti sui cani, almeno in Campania, sono destinati a finire. La Regione ha approvato il giro di vite contro tutti quei comportamenti che possono ledere la salute degli animali e ha deciso di dire basta alla detenzione con la catena.

Il consiglio regionale, durante le consultazioni riguardo la legge collegata alla finanziaria, ha dato luce verde all’emendamento proposto dal consigliere Francesco Emilio Borrelli.

Da oggi, chi verrà sorpreso a detenere cani o altri animali alla catena o a un altro strumento di contenzione, sarà punibile con una sanzione importante, che parte da un minimo di 300 euro per arrivare alla pena massima fissata a 2mila euro.

Il divieto di detenzione di animali alla catena era già previsto dalla legge attualmente vigente ma fino ad ora era rimasto solo una “norma di principio” poiché non erano state delineate le sanzioni cui sarebbero stati costretti i contravventori.

È vero, ti avevamo raccontato dello stop voluto dal Comune di Viareggio: eppure, la Campania, ad oggi è l’unica Regione insieme all’Umbria e Marche ad aver approvato il divieto assoluto di tenere un cane alla catena e le relative sanzioni.

Lo riferisce il Rapporto "Verso il divieto di tenere i cani legati alla catena", realizzato dalla startup Green Impact e dalla ong Save the Dogs and Other Animals, secondo cui Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo e Puglia vietano sì la catena ma con alcune deroghe, “che andrebbero meglio circostanziate: le stesse sono previste per motivi veterinari e per motivi di sicurezza (non meglio dettagliati), tuttavia la temporalità di tale misure andrebbe specificata” mentre Basilicata, Liguria e Sicilia ne sono ancora del tutto sprovviste.

A parte poche eccezioni, puoi leggere ancora nel documento, le attuali norme regionali comunque non assicurano il rispetto del benessere e dell’etologia del cane secondo i dettami della scienza moderna”. 

La detenzione a catena infatti è permessa senza limiti di tempo o con limiti “esageratamente prolungati” che vanno anche fino a 12 ore al giorno. Che, come puoi capire, finisce con limitarne l’applicazione, i controlli e le sanzioni.

La speranza, dunque, è che la Campania, come già Viareggio e altre Regioni prima, possa aprire la strada al cambiamento.