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16 Luglio 2020
17:00

Ecco il primo pesce marino moderno ufficialmente estinto: non se ne vede uno da oltre 200 anni

Lo chiamano il pesce palla liscio, ne era stato visto e catturato solo uno a inizio 800 ed erano 200 anni che non se ne vedeva uno. Così, l’IUCN ha dichiarato il Sympterichthys unipennis ufficialmente estinto. Si tratta della prima estinzione moderna di un pesce marino.

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Ecco il primo pesce marino moderno ufficialmente estinto: non se ne vede uno da oltre 200 anni
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Forse non ne avevi mai sentito parlare, e se non l’hai conosciuto fino ad ora ti conviene metterti l’anima in pace: non potrai mai più saperne nulla. Il Sympterichthys unipennis, meglio conosciuto come pesce palla liscio, si è ufficialmente estinto. Si tratta della prima estinzione “moderna” di un pesce marino, un pesce molto particolare che viveva nelle acque australiane, al largo della Tasmania, e di cui era noto un solo esemplare.

Questo animale, il primo pesce osseo a estinguersi in tempi moderni, dopo il primo avvistamento con conseguente cattura avvenuto tra il 1800 e il 1804 da parte dello zoologo francesce Francois Péron, non si è più visto per oltre 200 anni e per questo l’IUCN, International Union for Conservation of Nature, a marzo di quest’anno lo ha dichiarato ufficialmente estinto.

Le ragioni? Probabilmente quelle che conosciamo tutti. Cambiamenti climatici, perdita di habitat, intervento dell’uomo. E sebbene possa apparire una perdita insignificante, dovrebbe suscitare una riflessione il fatto che un pesce che abita la vastità dell’oceano sia scomparso, senza riuscire a sfuggire all’estinzione nonostante si trovasse lontano dall’essere umano. Ed è probabile che, al pesce palla liscio, seguiranno diversi altri.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.